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Campagne

1105 banning poverty iDichiariamo Illegale la Povertà

I DODICI PRINCIPI DELL’ILLEGALITÀ DELLA POVERTÀ

1. Nessuno nasce povero né sceglie di essere povero
2. Poveri si diventa. La povertà è una costruzione sociale
3. Non è solo né principalmente la società povera che “produce” povertà
4. L’esclusione produce l’impoverimento
5. In quanto strutturale, l’impoverimento è collettivo
6. L’impoverimento è figlio di una società che non crede nei diritti di vita e di cittadinanza per tutti né nella responsabilità politica collettiva per garantire tali diritti a tutti gli abitanti della Terra
7. I processi d’impoverimento avvengono in società ingiuste
8. La lotta contro la povertà (l’impoverimento) è anzitutto la lotta contro la ricchezza inuguale, ingiusta e predatrice (l’arricchimento)
9. Il “pianeta degli impoveriti” è diventato sempre più popoloso a seguito dell’erosione e della mercificazione dei beni comuni 
10. Le politiche di riduzione e di eliminazione della povertà perseguite negli ultimi quaranta anni sono fallite perché si sono attaccate ai sintomi (misure curative) non alle cause (misure risolutive)
11. La povertà è oggi una delle forme più avanzate di schiavitù perché basata su un “furto di umanità e di futuro”
12. Per liberare la società dall’impoverimento bisogna mettere “fuori legge” le leggi, le istituzioni e le pratiche sociali collettive che generano ed alimentano i processi d’impoverimento

IL TRAGUARDO 2018
Domandiamo che l’Assemblea Generale dell’ONU, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, approvi nel 2018, 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una risoluzione nella quale si proclami l’illegalità di quelle leggi, istituzioni e pratiche sociali collettive che sono all’origine e alimentano la povertà nel mondo.
Le campagne di azione che condurremo tra il 2012 e il 2017 in diversi Paesi del Pianeta mirano a dimostrare che è possibile concretizzare la messa fuorilegge delle cause dell’impoverimento.

LE SFIDE
1.la questione democratica; 2.la questione della giustizia economica e sociale; 3.la questione della cittadinanza.

LE TRE CAMPAGNE
In Italia “Banning Poverty” si articola su tre campagne ciascuna delle quali prevede delle azioni mirate
C1 METTIAMO FUORI LEGGE LA FINANZA PREDATRICE
C2 DIAMO FORZA AD UN'ECONOMIA DEI BENI COMUNI
C3 COSTRUIAMO LE COMUNITÀ DEI CITTADINI
Siamo all’inizio di un impegno cittadino, di coscientizzazione e di lotta, i cui confini, energie e soggetti sono da costruire cammin facendo. L’impegno sarà perseguito da soggetti molto diversi e attivi in Paesi come l’Argentina, il Québec, l’Italia, il Marocco, la Malesia, le Filippine, il Belgio ed altri che potranno aggiungersi.  La messa fuorilegge dei processi alla base dell’impoverimento sarà il frutto di una nuova ibridazione civile e sociale transnazionale e contribuirà alla costruzione degli elementi fondativi di un nuovo Patto Sociale Mondiale coerente con la mondialità della condizione umana e della vita sul Pianeta Terra.

www.banningpoverty.org

 

FUNIMA International interviene sulle cause che generano povertà e stato di bisogno, per questo si impegna costantemente in campagne di comunicazione e sensibilizzazione a livello nazionale ed internazionale. FUNIMA International interviene sulle cause che generano povertà  e stato di bisogno, per questo si impegna costantemente in campagne di comunicazione e sensibilizzazione a livello nazionale ed internazionale.

Alcune delle campagne a cui abbiamo preso parte:

WALKING AFRICA DESERVES A NOBEL. NOBEL PEACE FOR AFRICAN WOMEN

LIBERA L'ACQUA


BANNING POVERTY - DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA’

 logo_liberalacqua.jpg

INFORMATI SUL PROGETTO FUNIMA International per LIBERA L'ACQUA freccia

 

 44 ASSOCIAZIONI INSIEME PER FARE VINCERE LA SOLIDARIETA'

Il Cipsi è un coordinamento nazionale nato nel 1982, che unisce attualmente 44 associazioni di solidarietà internazionale.
Le associazioni aderenti al cipsi sono presenti in 60 paesi di Africa, Asia, America Latina ed Europa dell'Est, con oltre 200 "iniziative concrete di partenariato" per migliorare le condizioni di vita e e salvaguardare i diritti delle popolazioni dei paesi impoveriti. I beneficiari sono oltre 6 milioni di persone, in particolare donne e bambini. In Italia coinvolte oltre 150 mila persone, ed è presente in 20 regioni.
Le associazioni del Cipsi operano mediante l'organizzazione di attività nei paesi impoveriti con un approccio di "partenariato" e di iniziative di sensibilizzazione, cultura e formazione in Italia. Il Cipsi è espressione della società civile e si caratterizza per essere un'associazione indipendente da qualsiasi vincolo di carattere politico o ecclesiale, che identifica la propria filosofia di azione nella persona e nella promozione di tutti i diritti fondamentali.

Fin dal 1997 il Cipsi è impegnato in Italia in una Campagna educativa e di sensibilizzazione sull'Acqua come Bene Comune Patrimonio dell'Umanità.
Il Cipsi ha realizzato alcune grandi campagne nazionali ed internazionali, legate all'attualità e al futuro del pianeta: l'acqua come diritto di tutti, l'Africa "che c'è", come continente da cui imparare; il microcredito come strumento di vita, e molte altre. Il Cipsi pubblica la rivista mensile "Solidarietà Internazionale" (si può richiedere copia omaggio).
Il "lavorare insieme", in coordinamenti, per far vincere la solidarietà in Italia e nel mondo costituisce l'obiettivo del Cipsi del passato, del presente e del futuro.
E' una sfida nell'interesse dei popoli impoveriti del Sud del mondo.

LA CAMPAGNA PER L'ACCESSO UNIVERSALE DELL'ACQUA POTABILE, VOLUTA DALLE ASSOCIAZIONI DEL CIPSI.

Per contrastare la situazione di mancanza d'acqua potabile nei paesi impoveriti le associazioni del Cipsi lanciano la Campagna triennale "Libera L'acqua" di sensibilizzazione, informazione e di raccolta fondi per finanziare 14 progetti in territori afflitti dalla miseria. Gli interventi consentiranno l'accesso all'acqua potabile e la tutela sanitarie e ambientale a oltre 400 mila persone di 13 Paesi di Africa, Asia, e America latina. La Campagna "Libera L'acqua" ha diverse finalità tra cui: promuovere una nuova politica a difesa dell'acqua come "bene comune dell'umanità" e come "diritto inalienabile"; sensibilizzare a comportamenti responsabili da parte dei cittadini, delle istituzioni, del mondo produttivo e delle associazioni del Terzo settore; finanziare progetti per una corretta gestione solidale ed eco-compatibile della risorsa acqua nel mondo. Questa campagna ha soprattutto l'obbiettivo di portare l'acqua a chi non ce l'ha, attraverso una raccolta fondi per finanziare progetti che consentano, da un lato l'accesso all'acqua potabile ad una parte del 1,6 miliardi di persone prive di questo diritto, dall'altro una corretta gestione ecocompatibile e solidale della risorsa idrica. Ne beneficeranno quattordici progetti in tredici paesi di Africa (Camerun, Eritrea, Etiopia, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Uganda), America latina (Argentina, Brasile, El Salvador e Haiti) e Asia (Cambogia, Palestina , Sri Lanka).

Tutti i progetti sono iniziative concrete di partenariato che garantiranno il diritto concreto all'acqua potabile, portandola nelle scuole, nei centri di salute, nei villaggi, con particolare attenzione alla protezione delle risorse idriche e alla formazione, in riferimento agli aspetti sanitari, igenici, ambientali e di depurazione delle acque.
La popolazione complessivamente beneficiaria dei progetti sostenuti della campagna "Libera L'acqua" è di 400mila persone di fasce sociali marginali e particolarmente vulnerabili. Sono uomini, donne, bambini che risiedono in villaggi in ambito rurale o in quartieri periferici, emarginati, esclusi, considerati "inutili al mondo", organizzati in forma di cooperative o di gruppi di lavoro, che subiscono sul piano alimentare e igenico-sanitario le conseguenze del mancato accesso all'acqua potabile e delle pessime condizioni ambientali della risorsa idrica.

Il costo complessivo dei progetti è pari a euro 1.058.698, l'importo da finanziare con la campagna è di euro 241.039.

La priorità di questo obiettivo ha colpito l'artista Ron, che ha unito la sua voce all'impegno del Cipsi, facendosi sostenitore in prima persona del diritto all'acqua e testimonial della Campagna.

L'ACQUA, UN BENE INDISPENSABILE DA GARANTIRE A TUTTI.

Oggi la carenza d'acqua nel mondo è una realtà dai numeri inaccettabili. Intere popolazioni muoiono per sete e per mancanza di igene, a causa di condizioni geoclimatiche e politiche che si possono contrastare.

I dati e le statistiche connotano il "problema acqua" come un'allarmante priorità per tutto il pianeta.

  • 1,6 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile.
  • 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base.
  • 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate alla mancanza di acqua.
  • 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d'acqua potabile. Rappresentano 4.900 bambini al giorno, in soli otto mesi morirebbero tutti i bambini d'Italia.
  • Un bambino nato in un paese industrializzato consuma acqua da 30 a 50 volte più di un bambino di un paese povero di Asia, Africa e America latina.
  • Nel 2025 oltre 4 miliardi di persone soffriranno di penuria d'acqua.
  • L'organizzazione Mondiale del Commercio e molti governi stanno realizzando politiche di privatizzazione dei servizi idrici, con gravi conseguenze sociali. L'acqua non è una merce, deve essere un diritto di tutti.
  • In Italia si perdono delle condutture 104 litri d'acqua per abitante al giorno, pari al 27% dell'acqua prelevata.
  • Un terzo degli italiani non ha accesso regolare e sufficiente di acqua potabile.
  • Nelle case italiane si consuma l'8% dell'acqua, nell'industria il 23% e nell'agricoltura il 69% . L'Italia è tra i paesi che sprecano più acqua nell'industria e nell'agricoltura.
  • In Italia ogni ogni abitante consuma 213 litri di acqua al giorno, così ripartiti: 39% per bagno e doccia, 20 % per sanitari, 12 % per il bucato, 10% per le stoviglie, 6% per usi legati alla cucina, 6% per il giardino e i lavaggi auto, l'1% per bere e 6% per altri usi.
  • I mutamenti climatici hanno determinato la repentina scomparsa di ampie fascie di terre umide e l'estinzione di diverse specie di pesci.

MULTIMEDIA

- spot TV Libera L'acqua
- Spot Radiofonico Libera L'acqua


APPROFONDIMENTI

- Dal Cipsi cinque proposte concrete per difendere un bene comune
- Intervista al cantante Ron
- Rassegna stampa Libera l'acqua


DOSSIER

- Dossier Oro Blu - Redatto da FunimaInternational


LINK UTILI

- www.cipsi.it
- www.acquabenecomune.org
- www.contrattoacqua.it

 
 
 

LEGGI SUBITO LO SPECIALE WALKING AFRICA
REDATTO DA FUNIMA International

campagna walkingafrica

 

campagna logowalkingL'Africa in piedi merita un Nobel
- Premio Nobel per la Pace alla Donna Africana
L’Africa cammina con i piedi delle donne. Abituate da sempre a fare i conti con la quotidianità della vita e con la sfida della sopravvivenza, ogni giorno centinaia di migliaia di donne africane percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Gran parte di loro fanno fino a 10-20 chilometri per portare l’acqua alla famiglia. Poi vanno, sempre a piedi, al mercato, dove, per tutta la giornata vendono quel po’ che hanno, per portare la sera a casa il necessario per nutrire i propri figli. Riproducendo così ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. Pullulano di donne i mercati delle città africane. In un arcobaleno di colori, dove insieme con i beni di scambio, si incontra la gioia di vivere e il calore della convivialità. Spesso sulle loro spalle i figli che ancora non camminano. Oppure attorno ad esse la corsa e il rumore dei bambini, la cui cura è completamente affidata a loro. A volte, anche se non sono loro figli. Perché nell'Africa delle guerre e delle malattie, le donne sanno accogliere, nella propria famiglia, i piccoli rimasti orfani. Sono in maggioranza le donne a lavorare i campi in una terra che quasi mai appartiene a loro, solo perché donne. Ad esse che controllano il 70% della produzione agricola, che producono l''80% dei beni di consumo e assicurano il 90% della loro commercializzazione, è quasi sempre impedito di possedere un pezzo di terra. Sono decine di migliaia le piccole imprese che le donne africane hanno organizzato attraverso il microcredito, in tutti i settori dell'economia: dall'agricoltura, al commercio, alla piccola industria. Sono migliaia, forse decine di migliaia, le organizzazioni di donne impegnate nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace. E sono le donne quelle che con più coerenza, assicurano, nell'Africa troppo spesso segnata dal malgoverno e dalla corruzione, la speranza del cambiamento e della democrazia.Sono le donne africane che, in condizioni quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia,del disinteresse o dell'assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi. Sono le donne africane che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i diritti calpestati. Dentro al dramma della guerra soffrono le pene dei padri, dei fratelli, dei mariti e dei figli votati al massacro. Si strappare bambine e bambini costretti a fare i soldati e ad ammazzare. Per loro poi, per i loro corpi e le loro persone, se vengono risparmiate dalla morte, spesso è pronta la peggiore delle violenze, che salva forse la vita, ma colpisce per sempre l’anima. Le donne sono la spina dorsale che sorregge l'Africa. In tutti i settori della vita: dalla cura della casa e dell'infanzia, all'economia, alla politica, all'arte, alla cultura, all'impegno ambientale. Per questo, in Africa, non è pensabile alcun futuro umano, senza la loro partecipazione attiva e responsabile. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun domani per l'Africa. Certo è indiscutibile il progresso che le donne africane hanno compiuto nella vita politica, economica e culturale a tutti i livelli. Ma ciò non rappresenta che una goccia nell’oceano nella valorizzazione delle loro capacità e del loro impegno. Per questo vogliamo lanciare una campagna internazionale. Perché sia formalmente e ufficialmente riconosciuto questo loro ruolo, troppo spesso dimenticato. In questo nostro mondo, segnato da una crisi che non è solo economica, ma anche umana, le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e più umane la convivenza. Possono divenire un investimento per il presente e il futuro non solo dell'Africa ma del mondo intero. Sia la comunità internazionale a trovare le giuste forme, anche attraverso l'attribuzione alla Donna Africana del Premio Nobel per la pace nell'anno 2010, per far conoscere, valorizzare e proporre come esempio il suo impegno tanto importante per la crescita umana dell'Africa e del mondo.

http://www.noppaw.org/

 

 

 

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