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Barbera (Solidarietà e Cooperazione Cipsi): "Meno solidarietà e più diritti!
Ancora oggi i diritti vengono proclamati, ma non tutelati e tanto meno garantiti. Impegni assunti, mai rispettati! È necessaria una grande spinta di rinnovamento che ci riporti ad assumere come riferimento quei ‘principi etici non negoziabili' a fondamento della vita sociale".


 
 
 
 
 
Roma, 10 dicembre 2010 - "Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". Così inizia la Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948. E ogni anno in questa data si celebra la Giornata internazionale dei diritti umani: "La storica Carta, ancora oggi a 62 anni dalla sua approvazione, resta troppo spesso lettera morta - commenta Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 48 Ong e associazioni di solidarietà internazionale. Ancora oggi i diritti vengono proclamati, ma non tutelati e tanto meno garantiti. Impegni assunti, mai rispettati! Meno solidarietà e più diritti! Costruire un pozzo per l'acqua è fondamentale per la vita di un villaggio, ma se mercifichiamo l'acqua, condanniamo la vita di tutti!"
Proprio oggi, ad Oslo, 19 paesi del mondo non saranno presenti alla cerimonia di consegna del Premio Nobel per la Pace 2010 a Liu Xiaobo, dissidente cinese. Una minoranza, certo, ma che non deve farci abbassare la guardia su quanto i diritti umani siano spesso ‘svenduti' dalla politica, ridotta a gestire consensi tra Stati, interessi di potere di pochi, del commercio, dell'economia."

"Anche nel nostro paese assistiamo a un continuo attacco ai diritti umani fondamentali. Basti pensare alla mercificazione dei beni, anche di quelli essenziali per la nostra vita come l'acqua, per cui si sta sviluppando in questi mesi una massiccia mobilitazione della società civile e dei cittadini nel tentativo di evitarne la privatizzazione. Ma i cittadini da soli non possono bastare. Sono necessari impegni concreti da parte della politica, delle istituzioni, dell'Onu e delle agenzie ad esso collegate. Serve un impegno concreto e costante nella difesa del diritto alla vita. Bisogna smettere di destinare risorse agli ‘eserciti di pace', all'acquisto di armi, al finanziamento di leggi sulla ‘sicurezza', e investire invece sulla con-vivenza pacifica tra i popoli, sulla risoluzione dei conflitti, sull'integrazione, sulla garanzia del diritto alla salute. Ogni Stato dovrebbe dotarsi di una legge che promuova la protezione dei diritti umani nel mondo".

"Proprio questo periodo di crisi economica e sociale dovrebbe spingerci verso una grande svolta di rinnovamento - prosegue Barbera. Una svolta che sappiamo, difficilmente verrà dai Palazzi e dagli Stati, oramai legati nelle stesse reti di compromessi e tutela di reciproci interessi, ma che può ripartire dal recupero di uno spirito di solidarietà che ci riporti ad assumere come riferimento quei ‘principi etici non negoziabili' a fondamento della vita sociale, del rispetto della persona e della sua dignità, al di sopra di ogni credo politico o confessionale. Quei principi che considerano il denaro come strumento per agire e garantire tutti i diritti a tutti i cittadini, non come obiettivo - ricchezza - di pochi. Una svolta politica, ma anche operativa verso il pieno ed effettivo riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti i cittadini! Celebrare i diritti umani, non ha senso, non serve a nulla, se non poniamo la persona umana, al centro di ogni azione".

Per informazioni: Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web: www.cipsi.it

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