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Barbera (Cipsi): "Siamo sconcertati e delusi per la mancata ratifica da parte del vincitore del Premio Nobel per la pace. Chiediamo ad Obama di tornare su questa decisione e dimostrare di essere un uomo di pace".
 
 
 
 
 
 

COMUNICATO STAMPA
Roma, 25 novembre 2009 - Il presidente Usa Barack Obama non firmerà il trattato mondiale per l''abolizione delle mine antiuomo. "Esprimiamo sconcerto e delusione per la mancata ratifica da parte dell''amministrazione statunitense di Barack Obama del trattato internazionale che vieta l''uso e la vendita delle mine antiuomo - commenta Guido Barbera, presidente del Cipsi, Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale, che raggruppa 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale-. Una decisione che lascia profondamente interdetti, considerando che si tratta dell''amministrazione guidata dal vincitore del Premio Nobel per la Pace 2009".

Il portavoce del governo Usa Ian Kelly ha affermato: "Abbiamo deciso che la nostra politica sulle mine resta invariata rispetto all''amministrazione precedente. Abbiamo appurato che non saremmo in grado di assicurare la sicurezza nazionale per noi e per i nostri alleati se firmassimo questa convenzione".

Il "Mine Ban Treaty", entrato in vigore il primo marzo del 1999, vieta l'utilizzo, la vendita e la produzione di mine antiuomo. È stato siglato da 156 paesi in tutto il mondo. Oltre agli Stati Uniti, non hanno firmato Cina, Russia, Birmania, India e Pakistan. "Le mine antiuomo, continua Barbera, hanno ucciso solo lo scorso anno quasi 1.300 persone, ferendone quasi quattromila. Chiediamo all''amministrazione statunitense di tornare sulla sua decisione e al presidente Obama di dare un segnale forte di inversione di rotta per dimostrare concretamente di essere uomo di pace e di dialogo".


Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web: www.cipsi.it.
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