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Barbera (Cipsi): "Sono 140 milioni nel mondo le donne vittime di abusi. È necessario eliminare le tante forme di discriminazione e violenza a cui le donne di tutto il mondo sono sottoposte. In questa giornata vogliamo affermare il protagonismo delle donne, con uno sguardo alle donne d'Africa. Rilanciamo la proposta di assegnare alle donne africane il Premio Nobel per la Pace ".

 

 

COMUNICATO STAMPA

Roma, 25 novembre 2009 - "Oggi più che mai vogliamo rilanciare il protagonismo che le donne di tutto il mondo hanno all'interno della società. Questa giornata può e deve indurci a riflettere ancora una volta sulla necessità di eliminare le tante forme di discriminazione e violenza a cui le donne sono quotidianamente sottoposte in ogni parte del mondo".  Questo il commento di Guido Barbera, presidente del Cipsi - Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale, che raggruppa 45 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale - in occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne che si celebra oggi in tutto il mondo.
Nel mondo sono centoquaranta milioni le donne vittime di abusi fisici, psicologici e sessuali, oggetti di tratta ed aborti selettivi, di molestie. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque nel mondo è stata vittima di abusi fisici o sessuali nel corso della sua vita. In Italia, secondo l'Istat, una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata almeno una volta, vittima di violenza o maltrattamenti. Sono ben 6,7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito una violenza fisica o sessuale, tre milioni sono state vittime di aggressioni da parte del partner o ex partner. Otto donne su dieci tra quelle che hanno subito abusi sono state aggredite entro le mura di casa. Un milione sono le donne stuprate. "Questi numeri danno un'idea della portata del fenomeno - continua Barbera - una vera emergenza mondiale. Tanti, troppi sono ancora i crimini a cui le donne sono sottoposte, dall'uso dello stupro come arma di guerra alla violenza domestica, dal traffico del sesso alle mutilazioni genitali femminili. Fenomeni che condanniamo e per combattere i quali è necessario veicolare ai mezzi di comunicazione di massa, alle istituzioni e alla società civile una diversa concezione della donna, riconoscendone la dignità e il ruolo sempre più importante ed insostituibile che riveste nella società. Auspichiamo che venga riaffermato il protagonismo delle donne nelle tante sfide quotidiane che affrontano con pazienza, forza d'animo e determinazione. Con lo sguardo volto alle donne d'Africa. Centinaia di migliaia di donne che ogni giorno percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Donne che, in condizioni spesso quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell'assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi. Donne che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i propri diritti calpestati. È per queste donne che Cipsi e ChiAma l'Africa hanno lanciato la Campagna per assegnare il Premio Nobel alle donne africane. "Appoggiare questa Campagna - afferma Barbera - significa voler assegnare un Nobel collettivo alle donne africane nel loro insieme, riconoscendone il loro protagonismo. Un gesto simbolico per compiere un ulteriore passo avanti verso l'eliminazione delle discriminazioni e delle violenze nei confronti di tutte le donne, d'Africa e del mondo".
 
Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web: www.cipsi.it

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