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dona ora funima international

logo_cipsi.gifSull'autunno italiano che sta per arrivare
Barbera (Cipsi): "L'Italia è una torre di Babele dove i diritti delle persone non hanno più alcun valore. Diciamo però basta a questa politica! A chi gioca alla politica. Chiediamo agli italiani di non lasciare sole le voci dei difensori dei diritti umani e di non stare a guardare passivamente. Solo nella serenità sociale e nel rispetto dei diritti, possiamo ritrovare la sicurezza nazionale  e mondiale".

 

 

 

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Roma, 28 agosto 2009 - "Sta per finire la calda estate italiana, non solo per il clima, e arriva il gelo dell'autunno, dichiara Guido Barbera - presidente del CIPSI, coordinamento di 42 associazioni di solidarietà e cooperazione italiane. L'Italia è oramai una torre di Babele dove i diritti delle persone non hanno più alcun valore, vittime dei giochi di potere di una politica politicante che nulla ha a che fare con la vera politica! Gli operai che salgono sui pontili e sui tetti per difendere il loro posto di lavoro, i cittadini che bloccano le strade per difendere gli ospedali e la vita delle persone, le denunce crescenti dei cittadini e della Chiesa in difesa della vita, degli immigrati, dell'etica e della morale, sono segni di speranza!"
"La vita e i diritti di qualunque persona, non sono un gioco! Come cittadini italiani, non vogliamo salire tutti sui tetti per chiedere la tutela dei diritti al lavoro, alla salute, alla libera circolazione... rischieremo di trovare occupati anche i tetti del parlamento e dei palazzi regionali per tutelare poltrone ed interessi!
"Diciamo però basta a questa politica! A chi gioca alla politica. Come si può continuare a ripetere che gli immigrati vanno aiutati a casa loro, quando lo stesso governo ha praticamente ridotto a meno dello 0,1% le risorse destinate alla cooperazione? Quando nonostante la vetrina mondiale del G8 nulla è stato ancora fatto e neppure ipotizzato? Come si può inviare le famose e costose "frecce tricolori" a celebrare il 40° anniversario in un Paese come la Libia dove i diritti umani sono costantemente calpestati?
"Gli interessi economici non bastano a giustificare questa politica! Come si può continuare a giocare con la vita di migliaia di persone che mettono a rischio la loro stessa vita per fuggire da dittature, violenze, guerre o per cercare un minimo di speranza? Si può giustificare le violenze con l'autodifesa personale... oppure giocare ad affondare i loro gommoni... o ancora lasciarli morire in mare nell'indifferenza totale?
"Come si può lasciare morire un ragazzo di 23 anni perché la sala operatoria è chiusa... una bambina di 5 anni... un altro appena operato di appendice... una madre che ha appena partorito... Che sicurezza possiamo ancora avere dalla sanità italiana, se non del suo gigantesco sperpero di denaro mal gestito.
Quanti rischi corriamo per le innumerevoli opere pubbliche costruite in piena speculazione per gli interessi del potere? Anche queste sono colpe degli immigrati? Non sono invece loro a salvare con la loro manodopera molte nostre piccole aziende che non trovano più la manodopera necessaria? O a seguire i nostri anziani e malati che a noi pesano sempre di più e creano difficoltà alla nostra libertà e vita privata?
"Con forza, conclude Barbera, chiediamo agli italiani di non lasciare sole le voci dei difensori dei diritti umani. Della pace come Don Bizzotto a Vicenza, del lavoro come i vari operai in varie città italiane, degli immigrati, di tutte quelle persone che, in Italia e nel mondo, si trovano nella miseria, a lottare quotidianamente per la sopravvivenza. Chiediamo agli italiani di non stare solo a guardare passivamente. Solo nella serenità sociale e nel rispetto dei diritti, possiamo ritrovare la sicurezza nazionale  e mondiale."
 
Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, Cipsi, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web: www.cipsi.it

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