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logo_cipsi.gifIMMIGRAZIONE
GUIDO BARBERA, PRESIDENTE CIPSI:

"DENUNCIAMO LE PROVOCAZIONI RAZZISTE CHE TROPPO SPESSO DIVENTANO LEGGI,
LE FALSE PROMESSE E I DIRITTI CANCELLATI E VIOLATI".

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Roma, 8 maggio 2009 - In riferimento a quanto accaduto ai clandestini in Libia, al suicidio di una donna tunisina nel Cie di Roma e alle disposizioni dei decreti sicurezza che continuano ad essere approvati dal Parlamento italiano e colpiscono duramente gli immigrati, Guido Barbera, presidente del Cipsi - Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale - che raggruppa 48 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale, denuncia ad alta voce la politica delle false promesse e dei diritti cancellati e violati! Come italiani, denuncia Barbera, siamo indignati dalle continue "provocazioni razziste" che poi diventano troppo spesse proposte e leggi. Siamo convinti dei valori e difendiamo con ogni forza tutti i diritti umani di tutti i cittadini, a partire dal diritto alla vita, alla salute, all'educazione, alla libera circolazione, all'asilo politico, alla libertà di espressione. Per questo diciamo no ai politici che chiedono ai medici di fare i poliziotti invece di curare gli ammalati. Diciamo no ai politici che chiedono ai presidi ed insegnanti di fare i poliziotti invece di educare e formare i nostri giovani. Diciamo no ai politici che negano ai profughi anche la possibilità ed il diritto di chiedere asilo politico, respingendoli in territorio dove questi diritti non sono neppure riconosciuti. Diciamo no ai politici che con l'espulsione portano esseri umani a scegliere il suicidio piuttosto che di affrontare la prigione e le torture di un rimpatrio forzato in paesi dove i diritti sono quotidianamente calpestati. L'Italia e la storia degli italiani, non possono subire queste provocazioni, continua Barbera.  Dobbiamo recuperare i principi ed i valori che ci hanno contraddistinto per l'accoglienza e la solidarietà, per il rispetto e la tutela di ogni essere vivente. Siamo stanchi delle promesse e delle sfilate, chiediamo rispetto dei nostri diritti e risposte ai cittadini. Nostre associazioni riconosciute per operare nelle situazioni di emergenza, attive in ogni precedente catastrofe, attendono da settimane la risposta ed autorizzazione ad intervenire nei paesi colpiti dal terremoto. Volontari attendono di partire e rendersi utili. Sul posto li attendono con ansia. Ma le risposte non vengono e al telefono rispondono che non servono! Tutto è controllato. Ma la gente nelle tendopoli spesso si sente già dimenticata. Nel fango delle piogge. Perché? Fondi stanziati, ma non arrivano! Il problema delle politica, conclude Barbera, non sono le veline, ma i politici che hanno fatto della politica uno show televisivo, dimenticando che invece ci sono in ballo problemi, sofferenze, diritti, di milioni di cittadini.

Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, Cipsi, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web: www.cipsi.it.

 

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