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mercato_acqua.jpgBarbera (presidente CIPSI): "Boicottiamo il mercato delle acque minerali. L'acqua non è una merce. L'elemosina offende la dignità di chi la riceve".

La Campagna "Libera l'acqua - Riconosci un diritto. Portalo a tutti" del CIPSI.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Roma 27 marzo 2009  - "L'elemosina è un'offesa alla dignità di ogni essere umano. Offende chi la riceve e disonora chi la da!". Con queste parole Guido Barbera, presidente del CIPSI - Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale che raggruppa 48 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale - condanna l'elemosina delle multinazionali delle acque minerali che, protagoniste della lobby che rifiuta di riconoscere l'acqua come diritto universale, cercano di offrire una loro immagine positiva sostenendo progetti per l'accesso all'acqua nei paesi impoveriti.

Il volume di affari delle società imbottigliatrici di acqua in Italia
nel 2007 (192 fonti e 321 marche) ha raggiunto la cifra di 2,25 miliardi di euro. I canoni di concessione pagati dalle aziende alle regioni o alle province, sono praticamente irrisori. Agli italiani piace l'acqua in bottiglia: nel 2007 ne hanno consumati ben 12,4 miliardi di litri, e sono disposti a pagarla mille volte di più di quella che esce dal rubinetto delle loro case (in media 0,5 millesimi di euro al litro contro i 50 centesimi di euro al litro per quella in bottiglia).

L'acqua minerale non è più pura e più sana dell'acqua potabile. L'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile.

Destinare qualche migliaio, o centinaia di migliaia, di euro per qualche pozzo o servizio igienico in Africa, equivale all'elemosina del ricco Epulone - continua Barbera, che rilancia proponendo di boicottare il mercato delle acque minerali ed educare all'utilizzo delle acque potabili. In questo modo possiamo veramente essere solidali, con noi stessi e con tutti coloro che vivono in condizioni di impedimento all'accesso all'acqua. Il risparmio dall'acquisto di acque minerali, non solo è una risposta all'attuale crisi economica familiare, ma può facilmente diventare una notevole fonte di sostegno alla solidarietà per garantire l'accesso all'acqua a milioni di persone. Il CIPSI - conclude Barbera - sta realizzando la Campagna "Libera l'acqua - Riconosci un diritto. Portalo a tutti" che attraverso 14 progetti, realizzati da associazioni di cittadini volontari, porterà l'acqua a 400.000 persone. Chiediamo a tutti i locali pubblici e ai supermercati di promuovere la distribuzione di acqua potabile pubblica, magari anche gassificata con gli appositi sistemi, utilizzando borracce o contenitori ecologici e riutilizzabili, liberandoci dalla quantità enorme di bottiglie di plastica usate dalle acque minerali, diminuendo sostanzialmente l'inquinamento del trasporto dovuto all'acqua e destinando una parte di questo enorme risparmio a sostenere le attività per garantire l'accesso all'acqua ad ogni essere umano. In questo modo possiamo parlare di "responsabilità sociale", non certamente quando si vuole solo promuovere l'immagine ed il marchio dell'acqua.
 
Per informazioni: Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone e Francesca Tacchia, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , web: www.cipsi.it.   

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