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(ASCA) - Roma, 25 marzo -
L'acqua puo' essere un diritto da assicurare a tutti i cittadini della terra, ma anche un buon affare per le grandi imprese che ne spingono e gestiscono la privatizzazione.

 

 

 

 

 

 

A pochi giorni dalla conclusione del World Water Forum di Instambul, le ong Cospe Genova, Fairwatch e Legambiente Liguria in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri, Universita' degli Studi di Genova, Acquario di Genova, Costa Edutainment con il Patrocinio di Regione Liguria, in partenariato con Contratto Mondiale dell'Acqua e Gruppo Transcultura Donna, lanciano per venerdi' prossimo un confronto cittadino sul tema ''Acqua Bene comune''. Alla giornata parteciperanno, tra gli altri, il presidente del Comitato italiano per un Contratto dell'Acqua Emilio Molinari e attivisti provenienti, oltre che da altre ong italiane, da Honduras, Salvador e Nicaragua che racconteranno l'impatto delle privatizzazioni dei servizi idrici nei loro Paesi, anche ad opera delle nostre imprese di servizi.

Si' perche', come denuncera' anche lo stesso Molinari nel corso della giornata ''l'Italia e' l'unico Paese al mondo che ha reso obbligatoria la privatizzazione dell'acqua nei comuni entro il 2010 con la Legge 133, articolo 23 bis, allegata all'ultima Finanziaria. Questa indicazione rende obbligatorio mettere a gara un pacchetto azionario delle societa' di gestione dei servizi idrici rendendo la privatizzazione inevitabile''.

Genova - continua Molinari ''e' battistrada di questa operazione con Iride che, con una nuova societa' multiutility tra Genova e Torino, va all'assalto dei servizi idrici di mezzo mondo. La privatizzazione a Genova ha gia' peggiorato, per di piu', le perdite in rete e le tariffe per gli utenti, con il pericolo della diminuzione dei controlli che dovrebbero essere giornalieri ma per ragioni di risparmio potrebbero diminuire, rendendo le acque piu' a rischio''.

Genova, rivela ancora Molinari ''e' tra le piu' aggressive realta' nazionali.

L'acquisizione della gestione di Sicilia Acque, che garantisce l'acqua a Palermo - conclude - e' un frutto di questa politica che porta a entrare in territori delicati senza garantire il diritto al servizio''.

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