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logo_cipsi.gifLa manovra estiva del governo Berlusconi ha già tagliato i primi 170 milioni di euro per i prossimi tre anni e dei tagli previsti per il Ministero degli Esteri una parte, al momento ancora non definita, sarà certamente caricata sulla cooperazione. Questi tagli potrebbero portare le risorse per il 2009 a circa lo 0,1% del Pil, condannando il nostro Paese a non rispettare gli impegni presi nelle sedi internazionali e a limitare drammaticamente ogni iniziativa di cooperazione bilaterale.

 


Le azioni del governo Prodi sui temi di cooperazione allo sviluppo non hanno forse portato ad una rivoluzione nel settore, ma certamente hanno segnato un punto di inversione rispetto agli anni precedenti. La responsabilità politica affidata ad un vice-ministro e lo stanziamento di nuove risorse avevano portato ad una nuova fase per le politiche di solidarietà internazionale nel nostro Paese. Un aumento percentuale delle risorse reali di circa il 46,7% pone l'Italia, in questa speciale classifica, alle spalle solo della Spagna. Purtroppo questo miglioramento non proseguirà.
Il lavoro di elaborazione delle proposte della società civile portato avanti dalla campagna Sbilanciamoci! chiede innanzi tutto la revoca della cancellazione dei 170 milioni di euro tolti alla cooperazione allo sviluppo con il DL 112. L'Italia si deve impegnare seriamente per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, sostenendo tutti i fondi internazionali creati per il raggiungimento di questo scopo e rispettando gli impegni di spesa che si era posta negli anni passati in modo da garantire una prevedibilità dei propri aiuti. Va inoltre affrontato il set di misure necessarie ad una maggiore efficacia degli aiuti così come definito dalla Dichiarazione di Parigi e riproposto durante il più recente vertice di Accra. Il primo punto dei quali dovrebbe essere un reale "slegamento" degli aiuti. Gli aiuti allo sviluppo italiani sono attualmente per la grande maggioranza "legati", cioè vincolati all'acquisto di beni e servizi italiani, comportando un aumento dei costi, minori ricadute sull'economia locale nonché una generale distorsione delle politiche di sviluppo.
Si chiede poi che l'Italia segua l'esempio della Norvegia e ammetta la sua corresponsabilità nella generazione del debito dei paesi in via di sviluppo e cancelli quello trovato "illegittimo" nonché frutto di una "politica di sviluppo fallita". Infine è necessario che il governo italiano condizioni la sua partecipazione finanziaria alla Banca mondiale all'attuazione di politiche di promozione della sostenibilità ambientale e all'eliminazione di ogni condizionalità economica associata ai prestiti dell'istituzione. Per quel che riguarda i nuovi fondi sul clima proposti dalla Banca mondiale, il governo dovrà sostenere lo spostamento di tali fondi a favore di altre agenzie del sistema Onu in vista del summit di Copenaghen alla fine del 2009 (le richieste sulla legge finanziaria della campagna Sbilanciamoci! saranno presentate a Roma, il 14 ottobre 2008, alle ore 10).

È anche questo il ruolo e l'importanza di essere Cipsi: l'azione di pressione nei confronti del governo e delle istituzioni, la rappresentanza unitaria e pubblica, l'attività politica per una nuova cooperazione internazionale, la partecipazione a campagne per la modifica della legge finanziaria.

La redazione

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