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0404 trivelle iCOMUNICATO STAMPA

17 APRILE: LE RAGIONI DEL SI AL REFERENDUM PER FERMARE LE TRIVELLE

Barbera (CIPSI): “VOTIAMO SI al referendum del 17 aprile per contrastare la visione dominate che le risorse naturali e il mare sono una merce. Nonostante il vergognoso silenzio dei media! Non dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile, ma affermare la volontà dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento. Qual è la strategia energetica del Governo?

Roma, 30 marzo 2016 – Il 17 aprile ci sarà il referendum per fermare le trivelle. Il Referendum, proposto da nove regioni e dai comitati No Triv., punta all’abrogazione di una legge del governo Renzi che ha concesso le trivellazioni petrolifere, anche se solo relativamente alla durata delle concessioni. L’invito di votare SI’ è per abrogare la norma introdotta dall’ultima Legge di Stabilità che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas, che insistono nella zona di mare vicina alla costa, di non avere più scadenza. Con la Legge di Stabilità 2016, infatti, le licenze già in essere entro le 12 miglia dalla costa sono diventate “sine die”.

Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI – coordinamento di 30 associazioni di solidarietà internazionale – ha dichiarato: “VOTIAMO SI al referendum del 17 aprile, per contrastare i pericolo di sversamenti di petrolio in mare con enormi danni alle spiagge, il rischio di movimenti tellurici, l’alterazione della fauna marina per l’uso dei bombardamenti con l’aria compressa. Dare in concessioni lo sfruttamento dei fondali dei nostri mari ad imprese private significa infatti mercificare i beni naturali di proprietà politica, come i mari cosi come già avviene per la concessioni di sfruttamento delle sorgenti di acqua alle Multinazionali o la privatizzazione della gestione del servizio idrico. SI al referendum del 17 aprile è una occasione per contrastare la visione dominate che le risorse naturali e il mare sono una merce. Nonostante il vergognoso silenzio dei media, chiaramente complici delle Multinazionali e del Governo”.

E Barbera continua: “Le trivelle sono il simbolo tecnologico del PETROLIO: vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. La vera posta in gioco di questo Referendum è quella di far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale per un’economia più giusta, rinnovabile e decarbonizzata. Non dobbiamo continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile, ma affermare la volontà dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale. Per pochi barili di petrolio non vale certo la pena mettere a rischio il nostro ambiente marino e terrestre ed economie importanti come la pesca e il turismo, vere ricchezze del nostro Paese. Intanto, mancano strategia e scelte concrete per realizzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dalla COP21 nel vertice di Parigi per combattere i cambiamenti climatici, in cui si è sancita la volontà di limitare l’aumento del riscaldamento globale a 1,5°C.

Quindi il vero quesito è: Vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione?

Al Referendum del 17 Aprile inviteremo i cittadini a votare SI’, perché vogliamo che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e la febbre del Pianeta.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’Election Day che avrebbe permesso l’accorpamento del Referendum con le elezioni amministrative, ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto, puntando così sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum.

Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto”.

Fonte: www.cipsi.it

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