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1017 petrella ric iDichiariamo illegale la povertà - Banning poverty 2018

17 ottobre 2013 - In occasione della Giornata Mondiale di lotta contro la povertà 2013, Riccardo Petrella - uno dei promotori dell’iniziativa “Dichiariamo illegale la povertà” (DIP) – ha commentato:

“Bisogna mettere al centro dell’agenda politica la lotta contro le cause strutturali dell’impoverimento. Al di là dell'aiuto, la carità non è giustizia. Aiutare i poveri è certo necessario per far fronte alle emergenze, ma non aiuta affatto a rimuovere le cause strutturali dell'impoverimento nel mondo e in Italia. La povertà, o meglio l'impoverimento, non è un fatto naturale, come le nuvole o la lava dell'Etna ma il prodotto di una società ingiusta. Per questo compiere atti di carità non è necessariamente fare atti di giustizia. Altrettanto utile è celebrare le giornate mondiali della miseria. La memoria del presente deve essere però una forza di cambiamento strutturale, e non un'occasione cerimoniale per il gruppi dominanti responsabili dei processi di creazione dell'impoverimento, per sdoganarsi e far accettare l'idea che ‘i poveri’ sarebbero una categoria di esseri umani naturalmente tali. È tempo di mettere fuori legge le leggi, le istituzioni, le pratiche sociali e collettive che hanno creato ed alimentano le fabbriche della povertà”.

L’iniziativa DIP è partita dalla Puglia (e anche a Reggio Emilia, Brescia Lugo e Fano) tra il 30 settembre ed il 5 ottobre 2013 con TRE MISURE:

adozione di disposizioni legislative che vietano a soggetti quotati in Borsa di intervenire sulle attività relative a beni e servizi essenziali e insostituibili per la vita per tutti. No alla Borsa nei beni e servizi pubblici comuni fondamentali. Non è saggio né ammissibile che delle imprese borsistiche speculative gestiscano l'acqua, gli ospedali, il riso...
mettere al bando le cooperative di lavoro da caporalato, un vero scandalo e una grave offesa allo spirito mutualistico e cooperativo non solo italiano;
chiudere a livello europeo i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) che costituiscono una violazione flagrante della legalità da parte dello stesso Stato.

Le tre misure fanno parte di una vasta un’iniziativa internazionale che in Italia porta su TRE CAMPAGNE:

mettere fuori legge la finanza speculativa e predatrice. Non si può accettare che la finanza guidi il divenire dell'umanità. È una scelta criminale;
dare forza ad un'economia dei beni comuni. La giustizia sociale e la solidarietà non sono più possibili in una società che ha mercificato, privatizzato e finanziarizzato i beni ed i servizi essenziali per la vita;
costruiamo le comunità dei cittadini. La società attuale esclude, è basata sulle esclusioni, sull'ineguaglianza tra gli esseri umani, sul rigetto dell'altro. E' urgente di ri-cittadinare la città e promuovere le comunità per l'abitare insieme.

Quanto precede è possibile. Le alternative al sistema esistono. L’iniziativa DIP ha pubblicato, sul proprio sito, l’e-book “Le fabbriche della povertà”. >scarica pdf >scarica ebook

Comitato editoriale Banning Poverty 2018
www.banningpoverty.org
Info: Paola Libanti 3472256997


Vedi video di presentazione della Conferenza Nazionale DIP 5 ottobre 2013: vedi video Riccardo Petrella

 

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