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20130704 dm f35 icoCOMUNICATO STAMPA

F35 e decisione del Consiglio di Difesa

Barbera CIPSI: “Il parlamento è sovrano. Appello al Presidente Napolitano e ai parlamentari che voteranno le prossime mozioni. Che connessione c’è tra la produzione e vendita d’armi e la politica italiana? Perché in campagna elettorale tutti, in un modo o in un altro, erano favorevoli a rivedere l’acquisto degli F35, ed ora si scomoda anche il Consiglio Supremo di Difesa, per bloccare il Parlamento a garanzia del loro acquisto?

Dubbi sulla costituzionalità: il Consiglio di Difesa che prevarica il Parlamento. Un altro colpo alla democrazia italiana”. 

Roma, 4 luglio 2013 – “La presa di posizione del Consiglio Supremo di Difesa di ieri, lascia veramente sbalorditi anche chi non segue queste vicende ogni giorno” afferma Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi – coordinamento di 40 associazioni di solidarietà e cooperazione. E Barbera continua: “La piena titolarità del Parlamento a decidere in materia di acquisizione e riordino dei sistemi d'arma è prevista dalla legge di riforma dello strumento militare approvata alla fine del 2012 e controfirmata dal Capo dello Stato. È evidente che il Consiglio Supremo di Difesa non può ledere l'autonomia del Parlamento nella decisione assunta con la mozione sugli F35. Sembra che i nostri politici abbiano paura di risparmiare troppi miliardi di euro per destinarli a risolvere qualche problema de nostro Paese: scuole, lavoro, sanità, welfare, ricerca… L’Italia, dicono, non può rinunciare agli F35! In molti si rimangiano le dichiarazioni della campagna elettorale ed il Consiglio Supremo – composto in gran parte dai membri del Governo – intende garantirsi completa autonomia di azione, rispetto alla “democrazia parlamentare” del nostro Paese, affermando che: “la facoltà del Parlamento non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell'Esecutivo”. Come, non riprendere l’appello di Padre Zanotelli e chiedersi che connessione c’è tra la produzione e vendita di armi e la politica italiana?”, chiede Barbera.
“Chiediamo con urgenza al Presidente della Repubblica, in qualità di più alto garante della Costituzione, una parola chiara e inequivocabile che sciolga ogni dubbio in merito al conflitto che è stato generato con le decisioni del Consiglio Supremo di Difesa, riconoscendo al Parlamento le sue piene prerogative che gli competono. L’Italia ha bisogno di semplicità e chiarezza - conclude Barbera - per prendere decisioni coraggiose e concrete, immediate, per garantire quel vivere insieme nel benessere reciproco, che è alla base della civiltà e della convivenza. Chiediamo ai Senatori che voteranno l’11 luglio p.v. una nuova mozione per la sospensione del programma degli F35, di difendere e tutelare, con un voto chiaro, il loro mandato che hanno ricevuto dai cittadini, contro ogni forzatura esterna anche istituzionale. E auspichiamo l’intervento di esperti costituzionalisti per verificare che non vengano violate le regole Costituzionali”.


Ufficio Stampa: Nicola Perrone, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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