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Incontro con Padre Hugo Rios

mara_africa.jpgRoma, 25 giugno 2011 - Il Presidente di FUNIMA International Mara Testasecca ci racconta l'emozionante incontro, presso l'associazione A.G.A.P.E Onlus, con il pediatra e missionario Padre Hugo Rios che opera dagli anni 80 nel silenzio, con immensa e instancabile fede per l'unico ospedale con accesso gratuito del Congo.

 

 

 

Mara in uno dei suoi viaggi a Kinshasa (RDC)

IN VIAGGIO...RIFLETTO...
È una grazia quando si ha la possibilità di lasciar libera la mente per scavare nei ricordi, di ripercorrere quelle fasi e quelle scelte che fino ad oggi hanno consentito la divulgazione della verità del Cristo, preziosa fonte dell'immenso fiume dei valori dell'amore e della giustizia diramato a sua volta in innumerevoli rivoli, per dissetare e dare forza ai suoi umili servi sparsi in questo mondo meraviglioso quanto martoriato da quella specie programmata al mantenimento del suo equilibrio geodinamico: la razza umana.
Razza umana che ha stravolto ogni sistema, razza cannibale di se stessa, infanticida e appestata.
Era piccolo mio figlio, con i suoi amici cantava una canzone titolata "Un mondo migliore". Si sorrideva per questo, ma Cernobyl ha rappresentato il primo durissimo colpo che ha messo a repentaglio il loro futuro...
Invece di correre ai ripari a livello planetario si è scelto di perseverare come egregiamente induce a fare il demonio, ed ecco oggi Fukushima: l'inizio della fine per tutti a causa delle radiazioni, della follia che uccide e fa uccidere senza logica alcuna, del cancro e quant'altro.
 
ARRIVO...UN DONO INASPETTATO...
Andiamo con Giovanni e Barbara nella sede di A.G.A.P.E un'associazione con la quale abbiamo stretto una amicizia che nel tempo si è consolidata, grazie ad una trasparenza di rapporti che ci impone di analizzare insieme gli obiettivi comuni e realizzare progetti concreti a favore dei bimbi bisognosi.
mario_agape.jpgMario Verardi ed Annamaria Mortara sono i capofila di una fitta rete di persone che hanno tessuto in tanti anni una maglia di relazioni che coinvolge centinaia di volontari, professionisti, medici e giovani che si mettono in gioco personalmente e partono come volontari in diversi paesi del mondo, come costruttori diretti di tante realtà di accoglienza e di cura per i bimbi in situazioni di estremo disagio. FUNIMA International è onorata di fare parte di questa meravigliosa rete.
Ciascun incontro a casa di Mario ed Annamaria dell'A.G.A.P.E viene aperto con la tavola apparecchiata e con il ringraziamento al Signore per il cibo preparato e servito con tanto amore.
È a tavola che si parla del bello e del cattivo tempo che ci riguarda; a tavola abbiamo approfondito cosa poter fare a favore del prossimo e di che soffre veramente.
In un mondo dove milioni di persone non hanno più lacrime da versare le associazioni come FUNIMA International cercano di rispondere con amore, responsabilità e dedizione necessaria per dimostrare che sì!, Si può fare; sì! Si può sempre e comunque agire; sì! Si deve sempre e comunque reagire ed indignarsi per le ingiustizie poste in essere da coloro che non sanno dove sta di casa, appunto, l'amore.

Dopo la riunione ecco il dono: entra in casa Padre Hugo Rios, un cileno con due occhi grandi scurissimi, riflesso di uno spirito grande ed umile come pochi a questo mondo.

padre_hugo1.jpgPadre Hugo, figlio di benestanti, lascia il Cile per laurearsi in Medicina in Argentina. Inizia ad espletare la sua carriera richiamato dalle necessità dei più poveri, nonché delle donne costrette a vendersi per le strade di Buenos Aires. Scatta in lui la vocazione e diventa sacerdote. Per le sue qualità viene inviato giovane in missione nel cuore dell'Africa, nell'allora ex Zaire, proprio nello stesso periodo in cui Giorgio Bongiovanni, Fondatore di FUNIMA Int. si è recato più volte per divulgare il Messaggio di Fatima e denunciare alla televisione nazionale la sanguinaria dittatura di Mobutu.

Padre Hugo aveva l'incarico di formare i giovani seminaristi del luogo. Toccato dalla condizione sociale della gente e dalla perniciosa mortalità infantile esplode in lui la passione di curarli, di sollevarli dalle tribolazioni e dalle infermità causate dalla miseria più brutale.

Quei bimbi d'Africa: anime pure dagli occhi grandi che ti penetrano dentro per sempre quando entri in contatto con loro...come è accaduto a me stessa che ho avuto l'onore di accompagnare Giorgio in quegli anni...a me che basta ricordarli per evocare il colore e l'odore della loro pelle, il tocco delle loro manine affondate nei miei capelli...
La strategia vincente di Padre Hugo è l'amore, la sua arma è stata ed è l'esercizio della sua professione: la pediatria.
Comprende subito che con la realizzazione di un ospedale poteva curare, salvare e crescere quelli che in quasi 30 anni sono diventati centinaia di bambini, bambini che ancora oggi vengono abbandonati a loro stessi perché disabili, perché figli di poverissimi, o semplicemente perché epilettici e quindi considerati stregoni e bruciati vivi...Padre Hugo rinuncia a tutto per loro, era designato a diventare vescovo di Cuba, ma dopo appena 3 mesi alle soglie della investitura rinuncia e ritorna in Africa dove a tutti i costi voleva ritornare.
Insieme a degli italiani lavora duramente per creare l'attuale Ospedale Pediatrico di Kimbondo, il più grande e unico complesso ospedaliero completamente gratuito a circa 40 km dalla capitale del Congo.
bimbo_africa.jpgAlcuni dei primi bambini che sono stati salvati da padre Hugo hanno studiato e sono diventati medici loro stessi, altri sono diventati sacerdoti, altri sono diventati dipendenti della attuale Pediatria composta da diversi padiglioni attrezzati per effettuare analisi, pronto intervento, per curare la tubercolosi, l'Aids, la malaria, i dismetabolismi gravi causati dalla sete e dalla fame.
C'è anche la casa dove si muore...la struttura per tutti quei bimbetti che non ce la fanno. Gli operatori hanno l'ordine in qualsiasi momento del giorno e della notte di chiamare padre Hugo che li accarezza, li pulisce, "los ponen bonitos" (li fa belli) e li accompagna nel trapasso parlando loro con amore e dolcezza infinita.
Padre Hugo con le sue mani affusolate insieme a tanti medici abbraccia e medica le ferite degli attuali 763 degenti dell'ospedale noto come "Hospital di MamaCoco".
La dottoressa italiana pneumologa "MamaCoco" è stata la donna molto più grande di lui con la quale ha iniziato questa incredibile avventura di vita.
Oggi Mamacoco ha 92 anni e da tre mesi ha perso la memoria, ma non è rientrata in Italia. Lei vuole stare lì in una stanzetta umile a fianco della stanza di Padre Hugo, dove ogni giorno viene abbracciata dai sorrisi e dalle braccine dei tanti bimbi internati.
Mario Verardi è stato il costruttore diretto della struttura, A.G.A.P.E è uno dei principali sostenitori di questa opera che conosciamo bene anche grazie a due volontari, Daniele e Samuele che di recente si sono recati sul luogo per dare una mano come elettricisti e tecnici di struttura.

La carità: una delle 3 evangeliche sorelle insieme all'umiltà e alla fede.

padre_hugo-int.jpg"È troppo facile e comodo donare quello che si ha in più...per cambiare veramente le cose occorre dividere tutto e donare quanto è strettamente necessario per la stessa persona che dona..." parole testuali di padre Hugo. Le stesse espressioni di Giorgio che ci ha trasmesso in un incontro dopo l'evento pubblico con le donne africane, in occasione della promozione della Campagna NoPPAW, per l'assegnazione del premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane.
Ieri 25 giugno abbiamo avuto l'occasione di incontrare un altro strumento di Cristo. Ho potuto abbracciarlo, stringere le sue mani e parlargli di Giorgio Bongiovanni, lui stesso si è ricordato di lui.
Nessun incontro è casuale.
Ci salutiamo prima di andar via, ci abbracciamo ancora.
Nella luce dello sguardo di padre Hugo colgo il guizzo di quella emozione evocata dagli incontri tra simili.
 
Hugo in queste ore lui è in volo per tornare dai suoi bimbi, in quell'ospedale pediatrico immenso che "con o senza di me deve andare avanti" afferma lui...per questo è fondamentale la struttura annessa adibita a scuola di educazione e di formazione professionale.

L'amore: lo strumento più potente che abbiamo a disposizione per illuminare la coscienza, l'antidoto più efficace contro il veleno, l'arma e lo scudo, è un progetto di vita.

Lo sguardo di padre Hugo come quello di tanti altri missionari richiama la moltitudine di morti che ogni giorno questa umanità immola.
 
Restiamo uniti per vincere.
Mara Testasecca - Presidente Ass. FUNIMA International
 
 
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