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"Smettiamola di utilizzare i bambini e i loro diritti per i nostri interessi. Rifiutiamo ogni forma di mercificazione dei diritti. Chiediamo attenzione sociale e politica con azioni concrete per garantire tutti i diritti a tutti i bambini".

 
 
 
 
 
 
 
"Smettiamola di utilizzare i bambini e i loro diritti per i nostri interessi". Comincia così la dichiarazione di Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell'Infanzia. E continua: "I diritti dei bambini sono cosa seria. Sono garanzia del futuro stesso dell'umanità e della qualità della vita del mondo intero. Non si può raggirare il codice etico che vieta l'uso di immagini drammatiche dei bambini, promettendo inutili interventi per loro che non servono a nulla, se non ad aumentare i nostri guadagni. Promettere un mese di istruzione ad un bambino in cambio dell'apertura di un nuovo conto corrente, non serve a nulla e rappresenta una mercificazione inaccettabile dei diritti fondamentali, della vita e della dignità di una persona. Una violazione dei diritti del fanciullo che non dovrebbe essere permessa in alcun modo in una società che vuole essere civile".

Dopo dieci anni di promesse per gli Obiettivi del Millennio, almeno il 26% dei bambini africani ancora non frequentano la scuola. Non un mese di scuola, ma una educazione e formazione completa. Il 57% degli esclusi sono bambine, a conferma di un'emarginazione ancora fortemente basata sulla differenza di genere. Sono molti i bambini che frequentano un livello scolastico non corrispondente alla loro età anagrafica. In Africa sub sahariana, il numero dei bambini in età di scuola secondaria che frequentano i corsi delle elementari è addirittura superiore a quello dei pari età che sono regolarmente iscritti alla secondaria. Per raggiungere l'obiettivo fissato gli insegnanti dell'Africa subsahariana dovrebbero almeno raddoppiarsi. Il numero assoluto di bambini che ogni anno muoiono prima del quinto compleanno è addirittura aumentato, da 4 milioni del 1990 a 4,4 milioni nel 2008. Diritti questi, che chiedono al mondo intero risposte concrete attraverso politiche e risorse adeguate, non spot pubblicitari o elemosine.

Ogni anno, il 20 novembre, tutto il mondo celebra la Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre del 1989 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il documento venne siglato da 193 nazioni. L'Italia l'ha ratificato il 27 maggio 1991 con la legge n. 176. Tanti sono stati gli sforzi portati avanti durante due decenni soprattutto nei paesi occidentali. Più difficile è invece il lavoro nei paesi impoveriti del Sud del mondo, dove spesso i diritti dei bambini non sono nelle agende dei governi. La Convenzione rimane comunque un punto fermo sul quale lavorano tutte le nazioni. I diritti dell'infanzia, dei bambini, dei più piccoli e indifesi, sono i diritti della pace, perché essi rappresentano il futuro e la vita del mondo. Ma quanti sono i bambini che oggi sparsi nel mondo sono ancora vittime degli omicidi, delle guerre, delle violenze, quanti i bambini schiavi, bambini soldato, i cui diritti sono continuamente calpestati, violati, bambini defraudati, sfruttati, violentati e costretti alla prostituzione e a commettere crimini?

Nel nostro paese l'importante documento sui diritti del fanciullo viene ricordato con la Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e l'adolescenza istituita con la legge 451 del 1997. Auspichiamo che questa circostanza, serva agli italiani e alle autorità italiane a rendersi conto che serve un cambio di direzione nel rispetto concreto dei diritti dei bambini e di tutti gli esseri umani. 
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