Questo sito utilizza cookie per migliorare la navigazione degli utenti e per le statistiche del sito. Per dettagli e per la gestione dei cookie in base al GDPR 2016/679, consulta la nostra cookie e privacy policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.

dona ora funima international

funimaday08e.jpgVi invitiamo a consultare questo spazio dedicato all'approfondimento dei temi trattati durante il convegno FUNIMA DAY "La giustizia scomparsa" cui è stato dato un importante rilievo sui mezzi di comunicazione ed ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento.

RELAZIONE EVENTO: FUNIMA DAY 2008 "LA GIUSTIZIA SCOMPARSA"

funimaday08a.jpgOre 15:00, si aprono le porte dell'Ente Fiera di Pordenone. Si respira un fermento da parte di tutti gli organizzatori di Funima International e dell'associazione culturale Il Sicomoro che hanno lavorato in sinergia per l'organizzazione della terza edizione del FUNIMA DAY.
Il FUNIMA DAY, rappresenta un momento di riflessione su tematiche sociali e di attualità, di   approfondimento dell'operato dell'associazione in Italia e nel Sud del mondo, inoltre è da sempre un momento di scambio e di incontro per determinare nuove collaborazioni per i progetti di solidarietà internazionale che Funima porta avanti, a favore della dura realtà delle popolazioni che vivono sulle Ande Argentine.funimaday08d.jpg
La sala, o meglio le sale, a nostra disposizione si riempiono in pochi minuti, arrivando ad accogliere circa cinquecento uditori ansiosi di ascoltare le parole di uomini speciali, parole vere, vive e manifeste nelle azioni quotidiane che ciascuno di questi mette a servizio della vita, del prossimo e della giustizia. Si tratta dello stigmatizzato Giorgio Bongiovanni fondatore di Funima International nonché direttore della rivista ANTIMAFIADuemila, di Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato dalla Mafia il 19 luglio 1992, di Guido Barbera, presidente del Coordinamento nazionale di iniziative popolari di solidarietà internazionale CIPSI, e di Raúl Abel Bagatello, presidente di FU.NI.MA.

funimaday08c.jpgSi apre il sipario sulla "Giustizia Scomparsa" e non possiamo avvicinarci a questo tema senza prima esserci spogliati del nostro credo politico, religioso in nome di quel valore altissimo che si è ridotto ad essere una mera categoria di pensiero. A noi il compito di ascoltare, per poter avere il grande dono della conoscenza che non ci esime da responsabilità. Responsabilità che implica un cammino di vita che può costare molto caro, ma il cui premio è l'unione, l'uguaglianza di tutti gli uomini. A noi il coraggio di scegliere.

In apertura del convegno vengono enunciati dei dati agghiaccianti che ci fanno entrare nel cuore del tema dell'ingiustizia: il 17% della popolazione mondiale detiene il 75% delle ricchezze del mondo, lo stesso 17% consuma l'85% delle risorse mondiali e produce il 95% dei rifiuti tossici, 1,6 miliardi di persone vivono senza acqua potabile.
Dov'è l'equità? Dove sono i governi e le istituzioni? Dove sono le nostre coscienze narcotizzate da un'informazione falsa, occultata e corrotta?

funimaday08e.jpgMara Testasecca, project manager di Funima International, esprime la preoccupazione nei confronti della crisi internazionale. Funima non è un'associazione che si ferma alla sola beneficenza, adesso più che mai vuole far sentire la sua voce e la sua azione in difesa dei diritti che ci vengono negati 'grazie' alle decisioni prese nel nostro Paese, prima fra tutti quella della privatizzazione dell'acqua, secondo la quale entro il 2010 tutte le acque saranno privatizzate.

La parola passa subito al missionario Raúl Bagatello. Ogni giorno tocca con mano la sofferenza dei bambini che vivono sulle Ande Argentine fino a 4000 m di altitudine, bambini abbandonati, "gli assenti", i poveri tra i poveri.
"Con Raúl ci siamo conosciuti molti anni fa, e siamo legati da una comunione spirituale con Gesù Cristo, bellissimo giovane di Nazareth che amiamo, siamo uniti in questa fede, ed è solo grazie a voi che i bambini da 30 sono diventati 1500, ed è solo grazie a voi che questo signore aiuta in modo trasparente ed integro". Con queste parole Giorgio Bongiovanni,  dopo aver presentato il documentario scritto e diretto dal giornalista uruguaiano Jean Georges Almendras, sulla vita e la missione di Raul, introduce il missionario argentino il quale ci parla di una vera e propria "guerra della fame" in atto in tutto il mondo. Una guerra celata e determinata dal grande divario tra povertà e ricchezza, dove i poveri diventano sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi. funimaday08f.jpgUn guerra silenziosa dove i mezzi che hanno la possibilità di informarci non lo fanno, la maggior parte di questi non sono indipendenti e nascondono la verità. Raúl esprime la sua profonda tristezza e sofferenza nel vivere questo stato di cose. Non riusciamo a renderci conto che questi bambini sono il nostro futuro, sono i bambini del domani e sanno persino essere i nostri maestri perché attraverso la sofferenza che traspare dai loro occhi, si può risvegliare in noi una coscienza sopita.

L'Argentina oltretutto non ha nulla da lamentare, è un paese ricchissimo sotto molti aspetti, ha terre vastissime coperte da quattro climi, materie prime, risorse, ma il potere è corrotto. Raul conclude con la speranza di dover smettere di fare questo lavoro. Quello sarà il giorno in cui arriverà la giustizia, una giustizia non degli uomini ma di Cristo.

funimaday08g.jpgGorgio Bongiovanni, punto di riferimento per l'opera di Raúl, ci prepara a quello che ha chiamato "l'amaro" di cui riempirci il bicchiere per poter poi ritrovare la forza di reagire, di denunciare, di agire! Questo perché Cristo giudicherà dalle opere non dalle idee.
"Il 17% della popolazione ha tutte le ricchezze del pianeta...ecco la giustizia scomparsa. Già questa statistica dimostra al cento per cento che sulla terra, nella società opulenta che ci hanno inculcato tutti gli imperi della liberalizzazione economica, globalizzata; è un risultato catastrofico, ogni 5 secondi muore un bambino di fame, è colpa di tutto il sistema criminale integrato che regge il mondo, ma quale mondo?? Quello del 17% perché l'altra percentuale muore di fame, e dove non si possono risolvere i problemi con  una politica semi democratica, c'è la guerra.
Leggete le statistiche della vendita delle armi nel mondo, sulla grande stampa nazionale, c'è stato il bilancio della vendita mondiale delle armi dell'anno 2007. L'anno scorso sono stati spesi 1.500 miliardi di dollari per la vendita delle armi nel mondo. Il presidente Bush per salvare le banche americane ha obbligato il congresso degli Stati Uniti a erogare 700 miliardi di dollari per salvare alcune banche americane, la metà di un fatturato solo annuo della vendita delle armi! Questa è giustizia scomparsa, l'economia viene sorretta nel mondo dalla vendita delle armi e dal traffico di stupefacenti retti dalla criminalità organizzata. Allora alla domanda sul perché lo stato Italiano non riesca a sconfiggere la mafia? Qual'è la risposta? La lascio a voi... La mafia è una grandissima potenza economica mondiale inserita all'interno degli stati".

funimaday08h.jpgGuido Barbera, presidente del CIPSI, esprime la volontà di mettere in campo azioni concrete in difesa della risorsa idrica, tramite la campagna nazionale "Libera l'acqua". Compiaciuto del pubblico numeroso, ci confessa di essere rimasto colpito e stimolato dai precedenti interventi.
Il suo discorso ruota intorno al fatto che ciascuno deve ritrovare la capacità di darsi per il prossimo, di rinunciare a qualcosa per l'altro e di lavorare uniti e legati da un forte senso di responsabilità, non è giusto derogare le responsabilità ad un terzo che sempre aspettiamo agisca al nostro posto.
Identifica queste capacità nei bambini, citando un passo del Vangelo "Se non ritornerete bambini". I bambini sono i soli che riescono ad intendersi l'uno con l'altro nonostante le diversità culturali e linguistiche, i soli che tendono ad unirsi, i bambini si uniscono, tendenzialmente si incontrano, mentre noi creiamo sempre barriere ed ostacoli.
"Il problema alla base dell'ingiustizia sta proprio nel nostro modo di relazionarsi con gli altri. Il diritto nasce da un contesto di collettività, di società. Se vogliamo sempre di più non possiamo stabilire il diritto. Le grandi agenzie mondiali "Banca Mondiale", "Fondo Monetario" ragionano così [...]. Dobbiamo imparare a vivere non per l'avere di più ma stando bene. Nel '70-80 non si viveva molto meglio di oggi ma si consumava molto meno, non è vero che consumare di più rende la vita migliore. Si muore anche per obesità, si deve trovare un punto di equilibrio. [...] Ricorderemo a giorni i 60 anni della Dichiarazione della Carta dei diritti umani. In Africa l'avevano già approvata nel 1236, molto prima delle Nazioni Unite. I valori erano gli stessi. Ma oggi non è rispettata in nessun paese: sanità, scuola, alimentazione, acqua... L'economia è così diabolica? Io credo di no perché se usata bene è lo strumento che ci permette di vivere bene, di gestire le risorse, di produrre beni che ci servono per vivere. Ma come tutte le cose se noi la usiamo male diventa controproducente al nostro benessere. Della crisi economica attuale, secondo me siamo solo all'inizio perché intorno alle borse gravita una ricchezza che equivale a 7 volte la ricchezza reale del pianeta, sono giochi che gonfiano i numeri per poter guadagnare e che non coinvolgono soltanto i ricchi ma anche gente che mette tutti i  risparmi di una vita [...]. Per avere civiltà dobbiamo avere rispetto delle persone, capacità di dialogo, di incontro, una società che ruota attorno agli interessi non potrà mai essere civile ma incivile. E l'inciviltà vuol dire ingiustizia, giustizia scomparsa per l'appunto".

funimaday08i.jpgIl secondo tempo del convegno si apre con l'intervento di Giorgio Bongiovanni che immediatamente spiega i livelli su cui agisce l'illegalità in Italia leggendo le parole di Gian Piero Fiorani, ex presidente della Banca Popolare di Lodi che è stato arrestato, accusato di vari reati tra questi il falso in bilancio, e che si è dichiarato reo confesso. Da questa storia, ancora una volta emerge l'informazione scomparsa dato che la stampa non ha dato una lucida informazione veritiera sul caso Fiorani, per esempio:
"Fiorani dice ad un Pubblico Ministero: «Dottore ma io ho perso ogni referenza con la Chiesa io i primi soldi in nero li ho dati alla Chiesa», e diceva al Cardinale Castillo Lara «Vedete voi siete la peggiore delle associazioni, i primi soldi in nero che ho dato sono 30 miliardi delle vecchie lire al Vaticano. Dove ve lo devo fare il bonifico? Nella Banca del Vaticano?».

Il Cardinale «No no no, me li deve depositare nel banco Bsi di Lugano in Svizzera».
Fiorani: «Quando abbiamo comprato la Cassa Lombarda ho versato 30 miliardi a questi cardinali
Io non voglio essere esagerato però le assicuro che in questo conto dell' UBS (Banca Internazionale con sede in Svizzera) il Vaticano possiede in nero almeno 3 miliardi di euro».
Questi sono i poteri forti!
Il pentito Francesco Marino Mannoia rivelò ai giudici Falcone e Borsellino che i soldi della Mafia venivano riciclati nel Banco del Vaticano!
Se si attaccano i poteri forti il sistema criminale integrato che governa questo paese o ti tappa la bocca o vieni ignorato.
Io vi consiglio di leggere Il Ritorno del Principe, dovrebbe essere letto nelle scuole, scritto da Saverio Lodato, giornalista e scrittore e da Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo. Il potere non è nel Consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Dice Leonardo Sciascia.
Il Potere del Principe ha tentato in tutti i modi di fermare l'onesto lavoro di nomi come i giudici Scarpinato, De Magistris, Ingroia, Di Matteo e di altri come loro. Il caso più clamoroso è senz'altro quello del giudice  Giancarlo Caselli, il quale è stato fermato con un'autobomba fatta nel parlamento.
 Hanno fatto una legge (Berlusconi e i suoi servi) contro di lui. Mai in 150 anni, di storia della Repubblica era accaduto un fatto del genere contro un giudice.
Caselli è stato fermato perché se fosse stato eletto alla procura nazionale antimafia avrebbe fatto luce sui mandanti esterni delle stragi di Falcone e Borsellino. Io nell'editoriale ho scritto che hanno ucciso Caselli con un'autobomba-parlamentare.
Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.
Ora quando vedete un Licio Gelli apparire in televisione, mi sconcerta, che dice «Noi avevamo in mano il paese» e poi lancia un messaggio criminale e assassino dicendo «Io gli immigrati li metterei nei campi di concentramento».
Dobbiamo assolutamente unirci per salvare il nostro Paese da una prossima e quasi sicura dittatura mascherata con il nome di Democrazia.

funimaday08l.jpgArriva il momento tanto atteso da tutti, la testimonianza di un giusto: Salvatore Borsellino.
"Ringrazio Funima, che avevo conosciuto a Palermo in un incontro dal nome, La seconda Repubblica fondata sul sangue di Falcone e Borsellino, e purtroppo questa è la verità, la nostra  repubblica è fondata su quelle stragi che portano, come ha detto Giorgio, alla dittatura mascherata da democrazia. Ero venuto per parlare ma alla fine ho ascoltato, e dopo aver ascoltato vi giuro che non so più parlare, mi sento inadeguato perché io vengo qui a parlarvi della giustizia, cerco giustizia per mio fratello ma poi vedo quei bambini sulle Ande e sui loro volti i segni di ciò che devono soffrire, bambini che vivono senza acqua, che muoiono, che soffrono...anche se io trovassi giustizia per mio fratello a cosa servirebbe se ci sono ancora questo tipo di ingiustizie, non servirebbe a nulla. Prima, mentre Raul parlava avevo l'impulso di abbracciarlo, io non riesco più a dire nulla pensando a queste cose.
Probabilmente è vero che la Mafia sia un fatto umano, ha avuto inizio ed avrà una fine, ma se nel mondo le sofferenze di quei bambini sono vere ed esistono da secoli, continueranno ad esserci. Ed io che cerco giustizia per un fatto contingente...lascerei tutto per venire a lavorare con te Raul.
Io ho sprecato gran parte della mia vita, ho fatto solo scelte egoistiche, e vorrei presentarmi al Padre Eterno con qualcosa dentro lo zaino quando ci arriverò. Ho fatto scelte egoistiche. Dopo la laurea, a 27 anni mi sono allontanato dalla Sicilia, per cambiare, per non chiedere per ottenere un lavoro, pensavo di non poter fare crescere i miei figli in una terra come quella e me ne sono andato.

Lo Stato ha abbandonato quelle regioni, Sicilia, Puglia, Campania, che sono sotto il controllo della criminalità mafiosa per poter ottenere quel serbatoio di voti che dalla guerra in poi sono sempre serviti per governare l'Italia. E ora mi ritrovo tutto davanti a me, passo il tempo a parlare, tolgo tempo al mio lavoro e agli affetti della mia famiglia, vado in giro e mi ritrovo negli stessi ambienti in cui mi trovavo a Palermo 50 anni fa. Allora non ci rendevamo conto di quello che c'era, anche mio fratello scrisse in una sua ultima lettera della "colpevole indifferenza che io mantenni sino ai 40 anni", è questo quanto diceva parlando di se stesso, pensavamo alla mafia ma non ci rendevamo conto del marcio di quella Terra. Ancora oggi non ci rendiamo conto, è un cancro andato in metastasi, ha pervaso tutto il nostro paese. I capitali vengono impiegati non in Sicilia ma al Nord! Riciclati tramite operazioni apparentemente lecite come acquisizione di aziende, supermercati, impiegati per ottenere gli appalti.
La mafia è alle porte di casa e non lo sapete!
Senza contare il business del trattamento dei rifiuti, così ci avvelenano, acquisiscono le aziende per riciclare capitali e i dirigenti non hanno a cuore le sorti di chi lavora nell'azienda. Per questo la gente viene licenziata, alcuni vanno in cassa integrazione e addirittura falliscono dopo che l'impiego del capitale è stato esaurito. Non ci sono più morti per stragi. Ma cosa credete, che perdere il lavoro a 50 anni non sia peggio che morire, a 50 anni una persona è considerata come da buttare via.
Reagite! Non fate la mia stessa scelta egoistica, non si può scappare! La situazione non cambia, non si scappa.
Una volta io parlavo di indifferenza ma oggi siamo giunti a qualcosa di peggiore che è l'assuefazione, oggi possiamo sentire qualsiasi notizia...la stampa è assolutamente omologata non libera. Ma non è libera perché ci sono le veline del MINCULPOP, come nella dittatura fascista,  che dicevano cosa dire e cosa non dire, ora ci auto censuriamo. Lo fanno i giornalisti per fare carriera. Mi rendo conto che non siamo altro che un popolo di servi e di schiavi assuefatti.
La storia si snocciola in crimini, in stragi: Il Ritorno del Principe descrive con lucidità estrema cosa accade in Italia. Noi non ci accorgiamo di queste cose, non come l'acqua perché l'acqua piano piano scava, ma come l'olio. Siamo assuefatti.
Sono successe cose terribili, pian piano si è instaurato un regime, un regime che è sia di destra che di sinistra, io non parlo mai di Berlusconi o di D'Alema, non ci sono più, sono due coalizioni lontane da idee partitiche alla vecchia maniera.
E noi sembriamo analfabeti, ci trattano come tali quando siamo chiamati a mettere la X in una casella senza reagire e non possiamo scegliere chi debba rappresentarci. In lista c'è sempre la gente più ricattabile, i programmi politici vengono studiati nei migliori studi di marketing per far sì che venga scritto ciò che la gente si aspetta. Tutti parlavano di sicurezza e nessuno ha parlato della criminalità organizzata. Lo stato ha sempre lavorato e fatto affari con la criminalità organizzata. Si parla di stato ed antistato ma non è così! È lo stato stesso, un potere ai vertici delle istituzioni.
Nel programma si parlava di sicurezza, ma sapete quale sicurezza? Quella di essere sicuri che un bambino Rom non ci metta le mani in tasca per prenderci il portafoglio, sono inserite le leggi razziali in maniera nascosta. Ci sono anche i bambini napoletani che per potere lavorare non possono rivolgersi allo stato, chi da lavoro è la mafia, ci si deve rivolgere alla criminalità organizzata [...].Le leggi in Italia non si fanno più ma solo decreti legge, che dovrebbero farsi solo in casi di urgenza.
Anche questa è giustizia scomparsa!
Io oggi ho un debito nei confronti di una sedia vuota. Purtroppo di sedie vuote ce ne sono tante.
Una sedia vuota in Via d'Amelio, una sedia vuota in Via Cilea, una a casa di Falcone, di Catalano, Traina, di Loi, di Cosine e di tutti gli altri agenti uccisi per fare la scorta dei giudici solamente con il loro corpo.
In Sicilia non si riescono neppure a contare le sedie vuote. Sedie vuote di sindacalisti, di giornalisti, di poliziotti. Nel nostro paese disgraziato purtroppo c'è bisogno di eroi. Un magistrato per poter fare il suo lavoro deve diventare un eroe...nient'altro di quello che voleva fare mio fratello, solo il suo lavoro. [...] Ho un debito nei confronti di una sedia vuota che c'è qui, quella di Luigi De Magistris, l'ho chiamato, poi mi è arrivata notizia della decisione aberrante presa al Csm. Tanta gente crede davvero che ci sia in atto una guerra di Procure, nessun giornale parla di altro.
La stampa mette nello stesso calderone i giudici onesti, anche se pochi.
Non è una guerra di procure.[...] Non è da adesso che è così. Paolo fu deferito perché aveva fatto un'intervista nel momento in cui stavano sfaldando il pull antimafia. [...]".
Per sottolineare il ruolo dell'informazione, Salvatore Borsellino, ricorda come fu difficile sapere con chiarezza cosa accadde in Via D'Amelio nel 1992 a suo fratello Paolo "C'erano molte notizie contraddittorie, ...e seppi dell'attentato solo quando mia madre mi chiamò dall'ospedale, e io da solo ci avevo messo cinque ore per capire quanto accaduto...e questa non è giustizia negata? Scomparsa?
Senza [...]. Io parlo per farvi indignare, arrabbiare, per  far svegliare qualcosa in voi!"

Non appena Salvatore Borsellino termina il suo discorso pieno di amarezza, sete di giustizia e soprattutto di amore e di passione per la vita, il pubblico, inizialmente impietrito dal fervore delle sue parole, applaude in una standing ovation.
Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno preso parte all'evento, che hanno collaborato affinché l'organizzazione fosse impeccabile, grazie di cuore ai relatori che hanno accettato di offrire noi la loro esperienza, che ci hanno dimostrato il loro esempio di uomini integri, fedeli ai valore intoccabili della giustizia, della coerenza, e dell'amore verso il prossimo.
Che le loro parole si trasformino in opere a favore della vita, e di consapevoli scelte nella nostra quotidianità.
Barbara Drago
Sant'Elpidio a Mare 11/12/2008

In Il Messaggero del Lunedì (08/12/08).

Per approfondimenti sul Caso de Magistris vi invitiamo a consultare il sito www.antimafiaduemila.com             

funima diventa amico di funima

funima libro granvia

funima banca etica

funima 5 per mille