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logo_cipsi.gifSolidarietà e cooperazione: il Cipsi propone il testo riguardante l'art. 1 sulle finalità della futura legge "Nuove disposizioni in materia di Cooperazione Internazionale e Relazioni tra i Popoli".
Barbera (Presidente Cipsi) sui provvedimenti anti-crisi del governo: "Sono state bloccate o ridotte tutte le forniture abituali familiari tranne l'acqua. Questa è una decisione deprecabile. Il Cipsi ritiene che l'acqua sia un diritto di tutti e non una merce". Entrano altre due associazioni.

 

Roma, 1 dicembre 2008 - L'Assemblea nazionale delle 47 associazioni che compongono il CIPSI - coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale - riunitasi a Roma il 29 e 30 novembre 2008 ha affrontato, in una lunga e proficua tavola rotonda, un argomento di attualità per le associazioni di solidarietà internazionale: "Solidarietà e cooperazione: vittime della crisi economica mondiale o della politica? È possibile una società senza solidarietà e cooperazione? Come svegliarci e liberarci dall'apatia sociale crescente e riumanizzare la politica?".
In particolare l'assemblea del Cipsi ha deliberato di inviare al Ministro degli Esteri Franco Frattini una proposta per la stesura dell'articolo 1 della riforma della legge sulla cooperazione internazionale. Il Cipsi ritiene che debba essere chiamata "Nuove disposizioni in materia di Cooperazione Internazionale e Relazioni tra i Popoli". La proposta per l'articolo 1, che riguarda le finalità, è la seguente: "L'Italia si impegna a favorire e promuovere giuste e solidali relazioni tra i Popoli, garantite da coerenza in tutta la sua politica. Tale politica si fonda sui principi costituzionali di pari dignità sociale ed uguaglianza, e deve garantire come prima e ultima finalità quella di tutelare la centralità di ogni essere umano, della sua dignità, di tutti i suoi diritti e dei beni comuni essenziali alla vita. Giustizia e rispetto reciproco costituiscono i riferimenti essenziali per tutte le iniziative pubbliche e private dell'Italia, in particolare per quelle di carattere sociale, politico, economico, finanziario e commerciale. Le azioni di cooperazione internazionale sono fra gli strumenti essenziali per perseguire queste finalità attraverso obiettivi di solidarietà tra i popoli, ispirandosi ai principi sanciti dalle Nazioni Unite e dalle convenzioni internazionali. Le azioni di cooperazione internazionale dell'Italia sono finalizzate prioritariamente: alla salvaguardia della vita; alla tutela di tutti i diritti per ogni essere umano; alla rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza tra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale; all'attuazione e al consolidamento dei processi endogeni di con-vivenza e di ben-essere; alla valorizzazione del ruolo socio-politico del cittadino e della società civile; alla sovranità alimentare; alla conservazione e tutela del patrimonio ambientale e dei beni comuni essenziali; al miglioramento ed al riconoscimento del ruolo della donna e della condizione femminile; alla tutela dei diritti presenti e futuri dell'infanzia. Rientrano nella cooperazione internazionale gli interventi straordinari destinati a fronteggiare situazioni di calamità, denutrizione, carenze igienico-sanitarie, che minacciano la sopravvivenza di popolazioni. Gli stanziamenti per la cooperazione internazionale non possono, in nessun caso, essere utilizzati, direttamente o indirettamente, per finanziare o sostenere attività di carattere militare".
Al termine dell'assemblea Guido Barbera, presidente del CIPSI, ha così sintetizzato
i contenuti emersi dall'assemblea: " La società, se vuole ritrovare se stessa, deve essere attenta non tanto agli interessi, alle strutture, ma alle persone, ai loro diritti, alla loro libertà. La libertà infatti, riteniamo non sia operare ciascuno secondo i propri interessi, ma agire ciascuno affermando le proprie idee, esercitando con pienezza i propri diritti, con piena osservanza di quei limiti che, ai nostri diritti, derivano dall'esistenza dei diritti altrui. I nostri diritti trovano pienezza solo nell'armonizzazione dei diritti di tutti gli esseri umani. Questo è il significato e il valore di: Solidarietà. Non un gesto, non un aiuto, non un bene, non un progetto... ma equa condivisione e partecipazione ai beni comuni e al soddisfacimento di tutti i diritti fondamentali.  La gravi crisi politica e sociale che sta vivendo il nostro paese, ci interroga tutti e ci sollecita a una più ampia assunzione di responsabilità. L'attuale quadro politico ci preoccupa profondamente e ci interpella da subito a sporcarci le mani per cambiare tendenza nel prossimo futuro. Non possiamo continuare inerti ad assistere al "sacrificio della vita all'altare dell'economia e della finanza".
Sempre Barbera, in riferimento ai recenti provvedimenti anti-crisi del governo Berlusconi, ha commentato: "Il decreto prevede che saranno bloccate o ridotte tutte le forniture abituali familiari, tranne l'acqua. Questa è una decisione grave. Il governo aveva già fissato, con la legge 133 di agosto, di privatizzare l'acqua entro il 2010. Questo decreto conferma la decisione precedente. Il Cipsi ritiene che l'acqua sia un diritto di tutti e non una merce. Il provvedimento - da questo punto di vista - è deprecabile".
Nel corso dei lavori l'assemblea del CIPSI ha inoltre accolto l'ingresso di due  organizzazioni: Rock No War e IES onlus (Italo Ethiopian Society for international development).

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