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Donne con bambini


Di Giovanni Bongiovanni


Rispondo alla domanda di un amico che mi ha scritto in un post.



Caro, ti rispondo con un'esclamazione che potrebbe sembrare una provocazione.
"E’ una fortuna che queste popolazioni diano alla luce tanti figli, altrimenti si sarebbero già estinte!"


Vedi, il problema non sta nella quantità dei figli che procreano, in quanto i motivi possono essere vari: per cultura, per necessità, per amore, a volte per violenze subite, ma la questione è sempre culturale. Anche da noi in Italia, molti anni fa, nascevano tanti figli quando eravamo più poveri, oggi invece, viviamo nel benessere ma le natalità si sono ridotte moltissimo.



I nostri nonni esclamano: "Perché non c’era la televisione!" ed in parte è vero, le distrazioni di oggi non aiutano. Stiamo molto attenti a non avere figli perché pensiamo di non riuscire a garantire loro beni materiali che in realtà sono inutili alla sopravvivenza, ma consentono di mantenere i modelli di benessere che il sistema ci ha imposto.
Queste popolazioni, il medesimo problema non se lo pongono, è la selezione naturale a scegliere. 

I figli sono il bene più prezioso che hanno. In loro vedono una risorsa, anche per il futuro, per garantire a lungo termine la sostenibilità della famiglia. 
I ragazzi già da piccoli svolgono un’utilità per la famiglia, sono braccia e gambe. Forse è difficile da capire per noi, ma la loro vita si svolge diversamente. 
Il capo famiglia che ha molti figli acquisisce valore agli occhi della comunità, per la sua virilità.
 Noi invece pensiamo che possedere la macchina grande e costosa faccia lo stesso effetto.

Ci sono grandi differenza culturali, come vedi. Certo, non è sempre cosi, a volte ci può essere incoscienza; la stessa che hanno le nostre famiglie quando lasciano i ragazzini soli a crescere davanti la televisione, in strada, mentre sono tutto il giorno a lavoro. Come si riducono poi questi ragazzi per la mancanza di attenzioni e amore?
Molti finiscono tra droga e depressione.


Questa è una delle due facce della medaglia, ma forse ce ne sono di più.
 La situazione è complessa per riuscire a rispondere totalmente attraverso un post, ma tenterò di farlo: ciò che ti ho appena raccontato è solo l’aspetto meno cruento, il reale problema per cui queste popolazioni si trovano in questo stato è un altro. 
Hanno subito una violenza inaudita con l’invasione di una cultura a loro molto differente. 
Ancora oggi non sono in grado di adattarsi e vivono in un limbo, aggrappati alle loro origini ma impossibilitati a viverle, contaminati dalla globalizzazione che oltre a far dimenticare loro le radici della propria cultura, gli inietta il seme del materialismo. Stanno nutrendosi con cibi in scatola e bevande colorate e zuccherate, che oggi costano meno dell’acqua, e che in un corpo malnutrito possono solo aggravare la situazione. Gli facciamo credere che avere il cellulare li farà progredire, e cosi pensano di salvarsi comprandolo invece dell’acqua. Vorrebbero vivere di ciò che la foresta offre ma noi abbiamo distrutto le loro terre con la deforestazione per le piantagioni di soia e non solo, e quell’ecosistema a loro tanto caro non esiste più.
Gli organi istituzionali che dovrebbero occuparsi di questa situazione, trovando soluzioni a lungo termine, regalano sussidi alle famiglie che hanno molti figli, invece di investire in istruzione, formazione, lavoro, sanità, infrastrutture. Per lavarsene le mani, per spendere meno, per mantenere uno stato di povertà e sopravvivenza, per rubare dalle gare di appalti, per ottenere i voti politici. E così i sussidi, diventano un altro motivo per avere figli. 


Stiamo generando un enorme problema: l’assistenzialismo, che è spesso l’unico modo che conoscono i governi per intervenire, regalando cibo e soldi, invece di fare la scelta giusta e lasciarli liberi di vivere come credono, fornendo loro strumenti veramente utili alla vita. Non soldi, non cellulari, non cibo spazzatura, ma realizzando infrastrutture efficienti, istruzione, formazione e lavoro. Nessuno ha interesse nel farlo, non sono considerati una razza pari alla nostra, da sempre. Abbiamo derubato e violentato una cultura distruggendola e ora nessuno se ne vuole occupare veramente. Questo è il vero problema amico mio!


Un abbraccio, grazie per la tua domanda che mi ha dato modo di fare un pò di chiarezza. 


Il dialogo prosegue ...

Condivido le mie riflessioni sulle condizioni di povertà e cito il Karma, ma concludo, per trovare una soluzione, se mai ci fosse, riportando il discorso alla semplicità.

Caro amico, non tutti sono nelle stesse condizioni, alcune comunità hanno più accesso a beni e servizi di altre, a distanza di pochi chilometri si possono incontrare situazioni molto diverse. Zone in cui si vive in condizioni di povertà estrema e denutrizione, altre in cui c'è un migliore stato nutritivo, ma si utilizza acqua impura, o ci sono fortissime problematiche sociali, droghe, alcolismo, violenze, sfruttamento. Anche l'accesso all'istruzione è molto diversificato. Alcuni luoghi soffrono per la mancanza di determinati servizi, altri per servizi diversi. Non tutti sono nelle stesse condizioni perché il territorio è molto vasto e le condizioni ambientali, sociali, materiali, cambiano drasticamente, ma non è tutto, un'altro fattore determinante è la capacità propria, di ogni comunità, famiglia, di sopravvivenza, di organizzazione.

I dislivelli sono ovunque e la povertà non è più fenomeno che riguarda i paesi del sud del mondo, ci sono città occidentali in cui nello stesso quartiere vivono ricchi e poveri. Esistono forti contraddizioni ed interpretare è molto difficile, bisogna conoscere a fondo ogni situazione e l'esperienza aiuta a trovare molti perché. Non è facile ma lavorare in questo campo mi ha dato modo di conoscere il mondo per quello che è, contraddittorio, confusionario, ingiusto ma allo stesso tempo perfetto. Le leggi universali, il Karma, spiegano molto, ma anche queste capisco che non sono facili da comprendere quando ci si trova in situazioni molto complesse. Spiegare i fenomeni di diseguaglianza sociale, le cause, possiamo farlo in due modi, osservando la situazione dal punto di vista sociale, storico o spirituale, e la discussione diventerebbe lunghissima.

Per aiutarci, semplifichiamo. Io penso questo, chi ha di più, qualunque sia il motivo (karma) per cui sia nato in una condizione più favorevole ha anche il dovere di trovare delle soluzioni con il massimo dell'impegno. Di non pensare solamente al proprio, ma di ragionare considerandoci tutti un'unica grande comunità, abitanti del pianeta terra, fratelli, originati dalla stessa matrice.
Ma anche chi possiede meno, qualunque sia il motivo per cui si trovi in questa condizione, ha il dovere di migliorare lo status della propria vita, con il massimo dell'impegno e non piangere se stesso, non attendere niente da nessuno.
Se tutti quanti facessimo la nostra parte, il mondo sarebbe un posto migliore per tutti.
I venditori di morte così, diventerebbero molti meno, e non avrebbero il potere che hanno.
Purtroppo il mondo è invaso dai tiepidi e dagli egoisti, ma non mi importa, io inizio a fare la mia parte perché credo sia giusto così e perché mi fa sentire più vivo. E' istinto.
Un abbraccio.
Giovanni.

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