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collage trip  To Argentina


Vedo l'immagine di una bambina Wichi che gioca con una bambola bionda e dagli occhi azzurri. Rappresenta a mio avviso l'emblema di come la nostra civiltà sia entrata prepotentemente, imponendo un sistema di vita occidentale, capitalista e predatorio, non solo delle risorse. La violenza è tangibile soprattutto a livello culturale, abbiamo condizionato il pensiero e violentato l'inconscio distruggendo per sempre la capacità di ragionamento proprio. È il danno più grande che una civiltà possa commettere nei confronti di un'altra!

Diario di viaggio "Trip to Argentina". (seconda parte) 23-26 ottobre 2019

Giorno 2. 24 ottobre ore 06.00, ci svegliamo all'alba per vedere il sole sorgere dal maestoso fiume che raggiungiamo in pochi chilometri di strada sterrata e polverosa. Siamo insieme ai ragazzi di Pata Pila e a due amici reporter che si occuperanno di filmare gli eventi. Realizziamo qualche ripresa in un momento immenso di assoluta calma che l'imponenza del Pilcomayo è riuscito a riempire straordinariamente.

Ci dirigiamo verso il municipio di Santa Victoria Este, qui avrà luogo la riunione straordinaria della "Mesa de Agua, Salud y Alimentacion", dove ogni partecipante potrà esporre il proprio lavoro, le problematiche riscontrate e le rispettive proposte risolutive, dopodiché, partiremo per le visite alle comunità.
A Victor Laconi, l'ingegnere di FUNIMA International, è dato il compito di coordinare la riunione. Sono presenti, oltre alla nostra delegazione già citata, funzionari del "Ministerio de Salud de la Provincia", "Ministerio de la Primera Infancia", "Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria", "Hospital Italiano", funzionari della municipalità di Santa Victoria Este, fondazioni e associazioni tra cui Pata Pila e Caritas.
Mi occupo di spiegare il motivo di questa riunione convocata straordinariamente, della visita dei volontari italiani e delle fondazioni che ci accompagnano.
"Vogliamo creare un grande team di lavoro formato da organizzazioni locali e coinvolgerne altre internazionali. Vogliamo che si presti più attenzione alle problematiche di Santa Victoria Este, che venga presa più in considerazione la voce della "Mesa", che venga ascoltata maggiormente dalle istituzioni per ricevere le giuste risorse per affrontare le emergenze e che venga data fiducia alle organizzazioni già attive e alle figure che maggiormente conoscono il territorio e le comunità.
Vogliamo coinvolgere più attori e lavorare in sinergia, questo è l'obiettivo e il motivo della convocazione straordinaria, per presentare alle fondazioni italiane che FUNIMA International sta coinvolgendo quali sono le necessità e le origini dei problemi che intendiamo risolvere.
La scorsa settimana siamo stati ricevuti dal ministro del "Ministerio de Asuntos Indigenas" Edith Cruz e stiamo partecipando a nome di questa "Mesa" alla "Mesa de Agua Provincial" a Salta capitale. Credo sia un buon inizio e penso che dovremmo continuare su questa strada, con l'aiuto di tutti. Ringrazio particolarmente i presenti e le organizzazioni che non hanno potuto partecipare a questa riunione ma che fanno parte della "Mesa".”
La riunione prosegue affrontando uno dei temi principali che è il problema dell'acqua. Si espone che le infrastrutture presenti, pozzi, raccolte di acqua piovana e cisterne che vengono ricaricate dal municipio, sono insufficienti per soddisfare il bisogno di tutta la popolazione. Moltissimi pozzi presentano il problema del sale nelle acque, altre volte l'acqua è impura. Laddove non sono presenti queste strutture, le comunità si approvvigionano in lagune dove l'acqua risulta contaminata. Altre difficoltà derivano dalle esondazioni del fiume durante il periodo delle piogge, che causa lo sfollamento delle comunità e il rischio di isolamento per lunghi periodi.

Per comprendere meglio la situazione, l'origine di molte problematiche, principalmente in riferimento allo stile di vita delle comunità originarie e all'adattamento che queste stanno avendo con il nuovo sistema di vita occidentale, è stato fondamentale ripercorrere la storia. Ci ha aiutato moltissimo la spiegazione di Juan Pearson dell’"Oficina Ministerio Agroindustria", seguito da Susana, Belen e Sandra Reyes del "M.P.I.".

Le comunità originarie sono per loro natura nomadi, si spostano in base a ciò che offre la natura, non sono accumulatori di cose e hanno sempre vissuto, oltre che di caccia e di agricoltura, di raccolta, di ciò che offre la foresta. Questo rende difficile comunicare loro la necessità che, invece, abbiamo oggi di accumulare risorse per poter progredire, per il semplice fatto che non è più possibile vivere secondo il sistema di vita originario, seguendo la natura, seppur affascinante, perché oggi l'ecosistema non è più lo stesso.
La stessa plastica che conserva gli alimenti è qualcosa di nuovo per queste popolazioni, che è giunto con l'arrivo della globalizzazione e che si è inserito con prepotenza nella quotidianità troppo rapidamente. È fuori dalla loro cultura pensare che questo materiale possa inquinare. È arrivato come una novità ed ora fa parte dell'ambiente in cui vivono. Questo spiega la grande quantità di rifiuti nel territorio. Per loro una bottiglia di plastica è un involucro come la buccia di una banana e, allo stesso modo, viene buttata per terra dopo averla utilizzata. Il problema è che la terra, di questo materiale, non si nutre, quindi non viene smaltito e si accumula causando sporcizia e degrado.
Le principali problematiche si sono presentate con l'arrivo delle comunità creole in cerca di nuovi territori per sviluppare le attività agricole. Gli originari sono stati costretti a spostarsi forzatamente e, così, a cambiare le proprie abitudini. Oggi il problema si manifesta con il disboscamento di ettari ed ettari di terre per incrementare la coltivazione della soia, ad esempio. Con il progressivo arrivo delle istituzioni, organi a loro sconosciuti, come i comuni, le provincie, i ministeri, per coordinare la distribuzione dei servizi di base è stato imposto un sistema di vita fatto di permessi e leggi che, prima, si decidevano secondo altre logiche. Il sistema commerciale, che stabilisce il valore delle cose secondo il potere della moneta. Tutto ciò è assolutamente nuovo qui e Santa Victoria Este è un comune che si è costituito solo da pochi anni. Prima della costruzione delle strade, qui si arrivava solamente a piedi, attraversando la foresta o a cavallo. I primi arrivi di una nuova civiltà e del nuovo sistema di vita imposto sono legati all’arrivo degli anglicani, i sacerdoti hanno cambiato le credenze religiose e lo stile di vita. Arrivano le chiese, le scuole, gli ospedali e le istituzioni e, con l'obiettivo di migliorare le cose, alcune volte si è ottenuto l'effetto contrario, creando più confusione alle comunità che vivevano secondo altri parametri. Non conoscono la ricchezza materiale, l'accumulo di risorse, la produzione di beni atti alla commercializzazione, l’individualismo, la cura delle malattie se non attraverso lo spirito, per citarne alcuni... Parametri in netto contrasto con il nuovo sistema di vita. Da questa situazione nascono negli anni le lotte per i diritti, le guerre, il riconoscimento delle terre, per la loro lingua e cultura. Oggi il rifiuto verso il nostro sistema di vita sta rendendo molto difficile provare a migliorare le cose.

Personalmente penso che, a danno fatto, oggigiorno possiamo solo cercare di agire di comune accordo proponendo un aiuto solo se questo viene prima accettato attraverso il dialogo. Allo stesso modo non possiamo nemmeno abbandonare la situazione e lasciare lì il peggio della nostra civiltà materialista e tecnologica, cellulari, alcol...

Prima del termine dell'incontro, Tiziana Casadio, presidente del Rotary E-Club Romagna (Italia), offre la carica di socio onorario a Susana Avila per la preziosa collaborazione nel progetto presentato da FUNIMA International, ai club rotariani italiani e argentini che stanno finanziando: l'E-Club Rotary Oeste José Luis De Laurente di Buenos Aires, il Club Rotary Cordoba, il Club Rotary Tartagal Chaguar, e il Rotary E-Club Romagna. Chiude il sindaco Moises Balderrama ringraziando tutti i partecipanti per il lavoro straordinario. In casa sua ceneremo la sera e proseguiremo con alcune conversazioni.

(...seguite il racconto, seguiranno altre 2 parti)

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