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Stefania Del Busso e Tiziana Casadio


Di Tiziana Casadio
Presidente eclub Rotary Romagna

"Gli ultimi giorni del nostro viaggio li abbiamo trascorsi, a casa di Ramón Gomez e Sandra a Santa Rosa de Tastil.
A casa di Ramón si lavora, ed è quello che piace a me, a noi .... Il FARE.... Quindi Ramón ci accontenta.... La squadra parte con il pick-up (alcuni di noi sul cassone, con i capelli al vento e occhiali da sole come in un film....) con destinazione Pacha Inti. C'è una bacino d'acqua da sanare... Dopo giorni di intense emozioni con visite alle comunità native, in questi ultimi giorni siamo.... scesi in acqua.
Sono state le giornate più belle, abbiamo pulito il bacino di acqua sorgiva togliendo la melma e mettendo sassi. Il bacino serve per drenare l'acqua corrente che poi verrà raccolta in due vasche e servirà per le comunità vicine. È stato una grande condivisione, momenti indimenticabili in cui nessuno di noi ha sentito la fatica fisica, solo gratitudine per l'opportunità che il cielo ci ha regalato; è stato un momento magico ed emozionante quando l'acqua pulita è uscita dal tubo... Ce l'abbiamo fatta, nell'acqua che arriverà alle famiglie di Pacha Inti ci sarà per sempre un po' del nostro cuore. Grazie Ramón. Grazie Universo."

Di Stefania Del Busso
Volontaria gruppo Funima Roma

"Siamo tornati a Santa Rosa de Tastil, siamo di nuovo a casa, quella di Ramon e Sandra che ormai sentiamo anche po' nostra. Affezionarsi a queste mura, a questo posto così incontaminato, ci vuole davvero poco. Siamo sulle Ande a più di 3000m. di altezza, paesaggio lunare con sprazzi di vari colori tenui dove sorgono a macchia di leopardo cactus di varia grandezza. Van Gogh credo che qui avrebbe usato il pastello ad olio per imprigionare definitivamente uno scenario che non si può facilmente descrivere a parole. La sensazione è di pace e di amore!
Eccoci pronti a partire tutti insieme dopo una veloce colazione a base di quei panetti deliziosi che Sandra ha preparato la sera appena arrivati. Qui il concetto di riposo è tacitamente evitato...! Si parte per il giro solito della distribuzione del pane per gli anziani che vivono sparpagliati qua e la, se non hai una precisa mappa con tanto di riferimenti, non li troverai mai. E' una specie di caccia al tesoro! Più facile è trovare le scuole (poche e molto distanti tra loro) dove portiamo ancora pane e anche le golosine, ovvero caramelle e dolciumi vari. Quando arriva Ramon è come se arrivasse Babbo Natale! Tutti intorno a lui, compresi maestre e maestri!
Si fà sera e si pianifica il lavoro per il giorno dopo. Si deve completare il lavoro a Pacha Inti, dove vi è una sorgente buona e dove sono stati già compiuti alcuni lavori per la raccolta dell'acqua. Ramon ci spiega che sulle Ande ci sono diverse sorgenti ma troppo spesso l'alta percentuale di arsenico non permette alle tante comunità di farne uso! In questo caso però l'acqua buona c'è, ma le sparute comunità vivono a chilometri di distanza. Il motivo? La pochissima vegetazione creerebbe una difficile convivenza per la gente che vive di pastorizia, seppur con pochissimi capi di bestiame.
Sembrerebbe logico invitarli ad organizzarsi differentemente, ma è più giusto rispettare le loro tradizioni , le loro culture e soprattutto le loro necessità. Sappiamo anche che diverse organizzazioni hanno spesso fallito, seppur mossi da buone intenzioni, e questo perchè non hanno compreso sufficientemente le esigenze di questi nativi. Meglio non sbagliare, no!? Ci alziamo come sempre di buon mattino. Un gruppo composto dal capomastro Ramon, dal tutto fare Luca e dagli operai di secondo livello Francesco, Emanuele e Tiziana vanno a montare alcune tubature che smisteranno l'acqua che verrà poi condotta ad ogni “casa”. A seguire si dedicano alla pulizia della cisterna. Nel frattempo io ed Annalisa ci dedichiamo alla altre numerose faccende.
Eccoli di ritorno, stanchi ma tronfi! Ci raccontano cosa hanno fatto e non vedono l'ora di andare a completare un altro lavoro di questo progetto idrico chiamato Mama Cocha. I lavori domestici sono stati fatti e i commensali sono soddisfatti del piatto offerto dal Signore e amorevolmente preparato da noi donzelle, quindi siamo pronte anche noi ad accompagnare i nostri uomini al pozzo! Non siamo nella pelle, e siamo tutte felici ed ansiose di collaborare anche noi a quest'opera! Tra noi c'è un'armonia e una complicità che ci unisce come fossimo bambini dell'asilo, malgrado la carta di identità ci dica tutt'altro!
Partiamo con zappe, badili, picconi e tutto quanto può servire per rimuovere fango e radici che ostacolano il flusso della sorgente dell'acqua che sembra venir fuori dal nulla.
Senza troppe esitazioni entriamo tutti a piedi nudi nel fango. Subito cominciamo a “spalare”, donne e uomini, con una forza e determinazione sorprendenti, soprannaturali!
Siamo ad alta quota e i polmoni sono efficienti come non mai, un po' meno contenti i nostri archi plantari! Carriole e carriole di ghiaia vengono poste lungo il binario che convoglia le due sorgenti (una grande ed una piccola) verso la cisterna di raccolta! Arrivano i rinforzi di due nativi del posto, i cui nomi non mi sovvengono, e anche grazie alla loro presenza riusciamo ad andare avanti con i lavori finché Ramon ci richiama per il rientro. Il lavoro verrà terminato l'indomani.
Che emozione ragazzi! Ramon ci dice che quest'opera è una cosa che verrà ricordata! Generazioni hanno sperato ed aspettato questo momento e noi “stiamo facendo la storia di Mama Cocha”! Wow!!

Torniamo a casa con il Paradiso negli occhi! Carichiamo gli attrezzi sul Pick up e si riparte ansiosi di tornare il giorno dopo per terminare l'opera, nonostante i numerosi calli e vesciche sulle mani …..
Il mattino seguente si riparte: giro per la distribuzione del pane e poi via di nuovo al lavoro! Altre carriole di ghiaia si rendono necessarie per filtrare il corso d'acqua e dopo qualche minuto la vediamo finalmente fluire limpida. Ora si che possiamo aprire la diga e riempire la prima cisterna! Esplode un silenzio assordante e commovente!! Abbracci e lacrime di gioia!

Faccio questa riflessione: L'acqua che genera la Vita si muove su questa terra semideserta come il sangue scorre nel corpo umano! Una cosa grandiosa è stata compiuta!
Dopo tutte queste feste opportunamente immortalate con video e fotografie, ci rimettiamo in cammino! Io, Tiziana e Francesco ci mettiamo nel cassone insieme ai vari attrezzi!
Ci piace stare li dietro ad osservare il panorama e a meditare su tutto quello che stiamo vivendo e facendo ogni giorno!
Ci fermiamo dopo pochi metri e il nostro driver Luca carica sempre sul cassone Lucy, la moglie di uno degli operai che ha lavorato con noi e i loro quattro figli. Li riportiamo a casa pensiamo, ma la vettura va oltre e si ferma alla nostra base di Santa Rosa de Tastil! Come mai? Lo scopriamo soltanto appena scesi! Sandra deve tagliare loro i capelli!!
Quattro bambini con capelli duri come setole! Impossibile farlo in così poco tempo visto l'avanzare del tramonto! Francesco si immola alla causa e si offre volontario e, con la sua santa pazienza, uno ad uno in catena di montaggio, li sottopone alle torture della forbice e della macchinetta rendendo i loro visi più vicini ad un look più moderno. Non dimenticherò mai i loro volti attoniti nel guardarsi allo specchio!"

gli scritti del presidente

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