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A La Granadilla ha sede anche “l'Emporio de las Mujeres”, la cooperativa di donne costituita dall'associazione. Al progetto prendono parte alcune donne dei villaggi limitrofi con esperienze di vita difficili alle spalle, i loro stessi figli frequentano il centro.

Il progetto ha come obiettivo la riappropriazione della dignità e del ruolo della donna nei confronti della comunità, non ultimo il sostentamento della famiglia, dei figli, per non essere costretti a lavorare per conto delle imprese che fabbricano fuochi d'artificio o sempre nello sfruttamento nei campi per qualche multinazionale.

Per la prima volta vengo a conoscenza di questo progetto in Italia, incontro Carlo e Lorella ad una riunione del coordinamento nazionale di cui entrambe le nostre associazioni fanno parte, il CIPSI.

Per caso iniziando a parlare di molte cose mi mostrano i loro prodotti e mi raccontano di questo progetto. Rimango colpito dalla loro manifattura, non avrei mai immaginato fossero realizzati da un gruppo di donne in un villaggio sperduto all'interno di boschi e sterpaglie, la giungla guatemalteca. E invece sì! E da qui parte tutto, l'idea di voler collaborare iniziando da questo progetto: dare lavoro alle donne acquistando i loro prodotti, astucci, borse, custodie e porta oggetti.
Ma principalmente le sacche, imbottite, a strisce colorate dove avremmo inserito i nostri panettoni di Natale. Questi mi hanno stregato, per la qualità con la quale sono realizzati, per le colorazioni e per l'idea di confezionare un prodotto che abbia quella provenienza, e sostenere così una realtà ancora.
Detto, fatto! Sono partito come un pazzo per il Guatemala! Con l'obiettivo principale di conoscere le realtà messe in piedi dall'associazione Sulla Strada, e portare in Italia la testimonianza del loro lavoro, l'aiuto alle popolazioni locali di origine Maya, il centro per bambini a La Granadilla, l'ospedale con i medici italiani a Llano de la Virgen e la cooperativa di donne l'Emporio de las Mujeres. Sostenere dando lavoro e restituendo dignità alle persone, e noi, con FUNIMA International faremo la nostra parte in tutto questo.

Conosco Carla, la coordinatrice italiana per l'associazione, della cooperativa, una bellissima persona che in quei giorni si divideva in 4 tra le sue responsabilità nell'ospedale. Un punto di riferimento in questa missione per tutti i medici, insieme a suo marito Gianni. Il primo a farmi da cicerone, dopo l'introduzione di Carlo al gruppo, raccontandomi moltissimo riguardo la missione e quant'altro c'era da sapere sul contesto locale. Sono una coppia splendida. Prima di partire riesco ad intervistare Carla, le chiedo come nasce l'Emporio de las Mujeres... con le lacrime agli occhi me lo racconta con la stessa gioia che si ha per la nascita di un bambino, la tenerezza, l'affezione. Splendido.
“All'inizio alle donne è stato chiesto cosa volessero fare, non è stato imposto loro un lavoro, sono state riunite tutte intorno e abbiamo iniziato a tirare fuori le idee tutte insieme, lontano dai mariti”.
“Qui la donna soffre moltissimo la sottomissione da parte dell'uomo, non parlano e non si esprimono in loro presenza, causa violenze domestiche e umiliazioni”.
“Ci sono arrivate da sole dopo un percorso e vari tentativi intrapresi provando anche altre strade, e dopo alcuni tentativi è saltato fuori il lavoro per la quale erano portate.”
“Con l'ottima manualità che le contraddistingue abbiamo iniziato ad acquistare le prime macchine da cucire e i materiali per buttare giù le prime idee creative”.
“Hanno appreso molto rapidamente, non ce lo aspettavamo, dopo poco è arrivato il primo grande ordine per migliaia di pezzi, in tempo record, superando alcune difficoltà sono riuscite a consegnare... la soddisfazione alle stelle e il morale è servito per farci andare avanti. Oggi sono un bel gruppo ed il lavoro è in forte crescita”.

Svolgo tutte le mie riprese per mostrare al gruppo di sostenitori di FUNIMA International questa realtà, passo alcuni momenti insieme a loro mentre lavorano per riprendere alcuni dettagli ed intervistare un'altra figura importante per questo progetto, Vivien. Una dolcissima ragazza, minuta e dai capelli molto lunghi, in gamba che prende gli ordini, acquista materiali, impone tempi e consegne da rispettare alle donne. Ne è la coordinatrice. Timida non voleva parlare ma si lascia convincere dopo che le spiego le motivazioni. Che simpatia mi hanno fatto... tutte quante! Cercavano di non badare alla mia presenza mentre le filmavo, e ogni tanto si prendevano in giro nella loro lingua che capivo a tratti: “Ma faglielo un sorriso no!?” si dicevano l'un l'altra, e quando sono uscito dal laboratorio sono scoppiate tutte in una gran risata e prese in giro soprattutto a Vivien, che è stata l'unica a parlare, incuranti della mia presenza che avevo appena messo piede fuori dalla porta. Saluto lei per tutte con un abbraccio affettuoso e le lascio lavorare per ritornare in ospedale a Llano de la Virgen dopo aver accordato con lei e Carla ordini, tipologie e colori. Avrei voluto portare con me tutto ciò che avevano in laboratorio, ma era in consegna per altri clienti. Per noi arriverà un carico in estate che utilizzeremo nella campagna di Natale.

Porto con me un magnifico ricordo di questa esperienza, di attività progettuali ben studiate dove puoi vedere i risultati tangibili degli interventi che si compiono, un percorso di crescita a 360 gradi, dalla salute, all'educazione, al lavoro. Dei volontari italiani, medici e non, della loro simpatia, dei momenti trascorsi insieme. Ricordo di questa popolazione, gentile, accogliente, educata. Di questa terra, colorata, antica.
Giorni fa rileggevo la citazione di Marcel Prust, riferendosi al “viaggio” e diceva: “La scoperta non consiste nel cercare nuovi posti ma nel vedere con occhi diversi”.
E' bellissima e credo sia assolutamente vera. Penso che uno dei modi in cui possiamo trarre frutto da questa espressione per noi di Funima International, noi di Sulla Strada, noi operatori, noi volontari che ci preoccupiamo per il prossimo, le future generazioni, il pianeta sia proprio quello di essere sempre in viaggio, in cammino sulla strada dove puoi anche edificare e costruire non solo edifici ma anche relazioni, solide, anche in movimento perché stabile è il sentimento che dentro ci portiamo, di amore e di rinnovamento.

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