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0530 giovani cipsi iRoma, 28 maggio 2014 - Nasce il Cipsi giovani, luogo di aggregazione e condivisone, comunità di pratiche e di intenti per riscrivere la cooperazione e declinarla in azioni nuove. L’alternativa per un mondo più giusto e il ruolo fondamentale dei giovani è la scommessa del Cipsi giovani.

Nato a novembre 2013 su iniziativa di un gruppo di giovani già attivi nell’ambito delle 31 ong del Cipsi, coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale, il Cipsi giovani vuole essere uno spazio di aggregazione che va oltre le ong del coordinamento per aprirsi al territorio e ai tanti giovani che più di tutti stanno pagando il peso di questa crisi, non solo economica, ma di futuro.
Frutto di una aggregazione spontanea, il Cipsi giovani si inscrive nella mission del Cipsi, e parte dalla consapevolezza che l’impoverimento - determinato da un sistema economico e culturale che nel nord come nel sud genera esclusione, miseria e negazione dei diritti umani - vada affrontato attraverso una nuova vision della cooperazione: una cooperazione capace di affrontare i nuovi sud del mondo e le tante distorsioni di cui questa crisi ne è l’effetto più drammatico.
Migrazioni, disoccupazione in particolare giovanile e nel sud Italia, abbattimento dello stato sociale, negazione dei diritti fondamentali delle persone in Italia come in Europa, progressivo depauperamento della madre terra, richiedono occhi nuovi per far emergere le interconnessioni tra le tante povertà e per trovare strade nuove da percorrere per costruire, in questa parte del mondo, una vera alternativa economica, culturale.
Tra i vari ambiti di intervento e di interesse comune l’economia sociale è senza dubbio centrale, come una concreta prassi da additare ai giovani per la costruzione di un'alternativa che necessita di essere fondata su azioni concrete non solo nei PVS, ma anche in questa parte del mondo. “Non vogliamo essere un palliativo ma la cura! Abbiamo la presunzione che mettendoci insieme possiamo contribuire ad essere una cura, che parte soprattutto da noi, dal nostro impegno quotidiano e dalla capacità che avremo di contribuire a creare una vera alternativa culturale e politica che non può non partire dai giovani. Cosa accomuna la disoccupazione giovanile e le miseria di molti paesi africani che spingono migliaia di giovani a rischiare la loro vita attraversando il Mediterraneo? Vogliamo dotarci degli strumenti per avere nuovi occhi per leggere una realtà complessa che sfugge nella sua dimensione globale. Vogliamo tornare a sentire forte il senso del nostro impegno, rompendo il nichilismo, coltivando la partecipazione e unendoci ai tanti giovani del mondo che con noi condividono il sogno di un mondo migliore”.

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