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News da Funima

Giovanni Bongiovanni


Condividiamo questo scritto del carissimo amico Daniele Manca (Sardegna), dedicato al nostro presidente Giovanni Bongiovanni.

Grazie Daniele!

Guardalo, lui è un Soldato!

“Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi” (Luca 14)

Lui è Giovanni, presidente di FUNIMA INTERNATIONAL. Prendo lui come esempio perché calza a pennello in questo mio articolo, ma stesso discorso vale per qualsiasi altro presidente ONLUS, Attivista delle ONG di buona fede e valore, Combattente per i diritti umani o ambientalista o animalista!

Guardate lui. E guardate attentamente quelli come lui.
“Dai frutti riconoscerete l’albero“!
Non vedete i loro frutti?
Questi sono soldati, militari senza grado, semplici ma forti volontari.
Questi sono Soldati di Cristo e della Luce del Signore tutta!
Fu anche detto e scritto: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace. No, vi dico, non son venuto a portare pace, ma la spada!”
Quale sarà mai la spada di Gesù, proprio lui che quando Pietro ne brandì una vera, gli ordinó di riporla nel fodero poiché chi di spada avrebbe ferito, di spada sarebbe perito? Questa spada è la stessa dell’Arcangelo Michele.
Questa spada è la Verga Spirituale dell’Amore incondizionato, incandescente, adatta all’impugnatura non dei guerrieri pluridecorati orgogliosi e vanagloriosi, ma dei semplici, dei buoni, dei giusti, dei disinteressati.

Ricordate Vittorio Arrigoni?
Egli era uno di questi soldati, ed è morto con in mano una spada.
Come Falcone e Borsellino.
Altri pagano col carcere, Asia Bibi mi viene in mente.
Altri più fortunati vivono e hanno modo di fare quanto loro permette il Signore, come Don Bosco o come Gandhi.

Guardate, ripeto, Giovanni ed i suoi occhi, sono gli occhi della vita.
E quella spada la impugnano ogni giorno.
Giovanni ha una missione, portare acqua e beni di prima necessità a popolazioni che non hanno nulla.
Guardate i suoi video, i suoi collegamenti via web, le sue iniziative nel sito di Funima.
È un soldato al fronte che annota tutto. E non se ne vanta.
Egli si occupa di guerra, la vita da civile non esiste. Quella vita comoda, del fate-bene-fratelli di chi parla bene nei salotti buoni e poi non fa nulla nel campo e non si sporca mai di fango.
Non sentirete mai da Giovanni – e da chi come lui – “Armiamoci e partite”… No, quest’uomo incarna un mito benevolo del Ronin senza méta, un benevolo samurai che cerca di sfamare quante più umili bocche possibili!
Diceva ardente di fede Don Milani: “Io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri“.
Ebbene, quella è la stessa patria del Bongiovanni, dell’Arrigoni, e di tutti coloro che oggi, ieri e domani si adoperano per evangelizzare il mondo e portare vita, cure, beni di necessità od un sorriso a chi non li ha mai conosciuti.
Si badi, il mio discorso non vuole essere religioso, ma spirituale e materiale insieme: Per evangelizzare intendo portare un pane caldo da dividere, poiché pane e vangelo, ve lo garantisco, in questo mondo sono la stessa e identica cosa.

Come ogni buon militare anche Giovanni conosce l’arte del dialogo, della mediazione, della diplomazia.
Come uomo, e come ONLUS ed ONG, sa bene che, almeno in questa dimensione, occorre rapportarsi al nemico: ignoranza, istituzioni (spesso tiepide, quando non vili o corrotte), politica e poteri forti.
Sedersi al tavolo con pubblicani e peccatori non è peccato, lo fece anche Gesù, se in un qualche modo può giovare ad ultimi e diseredati.
Questo Soldato col suo staff ed il suo carico di documenti stringe convenzioni, firma tratti nazionali, chiede concessioni e fa tutto quello che va fatto in questo complicato mondo di burocrazia, se e ma.
“Desto come Serpente e fausto come i colombi”.
Naturalmente, la spinta propulsiva ha la meglio.
E si torna al fronte.
Si torna ai villaggi sperduti, in altissime montagne o vallate senza acqua e rete elettrica.
Giovanni ed i suoi soldati camminano per giorni, dormono talvolta poco e male, rimangono isolati nel mondo.
Ma questo è un bene, loro sanno, perché dove vi è silenzio vi è pure il nostro Dio, e questa è la consolazione che sospinge a sempre nuove gesta.
Poi però ci sono anche le soddisfazioni, i momenti di festa, danza e gioco.
Giovanni gioca a pallone con sconosciuti e incorrotti bambini, poveri eppur ricchissimi, distribuisce quanto può e quanto altre persone di buon cuore hanno concorso a dare e fare per il bene di chi non ha fonti di sostentamento.
Sì, anche questo va messo in conto.
Anche questo fa parte della Guerra:
Chiamare alle “armi”, chiedere soldi alle genti per un bene superiore, quello dei fratelli in difficoltà, impegnarsi in raccolte fondi ed iniziative, in un turbinio di azioni concrete e preghiere fisiche a sostegno di quello che San Paolo chiamava “il Buon Combattimento”.

Non sto scherzando, fratelli e cari amici. Ovunque forze invisibili ci guidano e persuadono, chiedono, offrono ed aiutano.

Esistono forze negative che spingono all’odio, alla violenza, all’egoismo, all’edonismo sfrenato, al guadagno, alla truffa, alla corruzione, alla perdizione.
E anche chi ne è vinto o persuaso lo riconoscete dalle sue azioni.
Dio li converta e benedica, perché il male non vinca e dissipi anime nella perdizione; ma sappiate che forze opposte e celestiali spingono per la salute, per l’altruismo, per l’amicizia, la coesione, la giustizia, la divisione del pane e la distribuzione dell’acqua… Chi è da Dio, quel tipo di Soldato, lo riconosci subito allo stesso modo in cui anche i servi del male son palesi e riconoscibili.

Vi esorto e vi ripeto: Guardate questo soldato, Giovanni Bongiovanni, e quelli come lui. Osservate, meditate, deducete e determinate.
Questa lettera di San Paolo gli si perfettamente addice.
Cerchiamo anche noi, ognuno nei propri affari e secondo le proprie propensioni, di viverla ed incarnarla nella materia, perché ogni nostra vibrazione, emanandosi nell’ambiente, vivifichi e salvi anche sul piano fisico.

Daniele

“Fratelli, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile.
(San Paolo ai Romani 12,5-16a)

Giovanni Bongiovanni


Diario di viaggio "Trip to Argentina" 23-26 ottobre 2019
di Giovanni Bongiovanni - Presidente FUNIMA International

Ci troviamo a Santa Victoria Este, località di tripla frontiera all'interno del Chaco argentino tra Bolivia e Paraguay. Oltre 250 mila ettari di foresta abitati dalle comunità originarie Wichi, Chorote e Toba principalmente. Il Pilcomayo è il grande fiume. Il padrone onnipresente nella vita di tutti, uomini e donne dei villaggi autoctoni. Inonda nei periodi di piena, crea disastri e costringe all'evacuazione migliaia di persone, viene monitorato costantemente. Ma di lui non si può fare a meno, è anche la principale fonte di alimentazione per la pesca che viene praticata dalle comunità.

Qui FUNIMA International ha organizzato una spedizione, una full immersion di 4 giorni, invitando alla partecipazione ong locali, fondazioni e organi istituzionali per vivere momenti di confronto, scambiare informazioni e presentare attività progettuali in favore delle popolazioni locali. In questa occasione, accompagneremo i nostri ospiti in visita ai progetti per portare ACQUA potabile alle comunità. L'acqua è il principale elemento, sempre presente, di cui l'associazione si è occupata dal primo momento della sua nascita.

Giorno 1. Il 23 ottobre alle ore 11.00am partiamo da Salta capitale divisi in 3 mezzi, fuoristrada carichi di materiali, beni di prima necessità da consegnare ad alcune comunità che versano in stato di maggiore indigenza e denutrizione. Volontari italiani di FUNIMA International, la Fondazione Vittorio Arrigoni "Vik Utopia" la quale partecipa delegando al sottoscritto la loro presenza. La fondazione locale Los Ninos de San Juan e una delegazione del Rotary E-Club Romagna, Italia.
In loco, nei prossimi giorni, ci incontreremo con le altre organizzazioni invitate e il Rotary Club Tartegal Chaguar ci raggiungerà il giorno 25 per la visita alla comunità di El Pelicano. Qui è previsto il progetto promosso da FUNIMA International per la realizzazione di una centro polifunzionale e di raccolta di acqua piovana.

Arriviamo in serata e subito ci riuniamo con Susana Avila rappresentante del "Ministerio de la Primera Infancia" e coordinatrice de la "Mesa de Agua, Salud y Alimentacion". La "Mesa" è una tavola di lavoro dove insieme ad altre organizzazioni scambiamo informazioni e programmiamo interventi a breve e lungo termine, affrontiamo le emergenze. Per l'occasione abbiamo anticipato la data della riunione prevista per il mese successivo. Susana è accompagnata da Belen Chalup, nutrizionista e parte dello stesso ministero. Entrambe ci accompagneranno l'indomani nei luoghi in cui si sviluppano i programmi di accompagnamento alle famiglie. Arrivano ad accoglierci anche i ragazzi dell'associazione Pata Pila, Macarena che è la coordinatrice e Pablo. E' un'associazione di origine francescana che svolge dei programmi rivolti ai casi infantili di malnutrizione.
Insieme definiamo il programma delle giornate e poi ci sistemiamo nei rispettivi alloggi divisi in 3 gruppi.

(...seguite il racconto che dividerò in 4 parti.)

collageDiarioGiovanni 11 2019


#funimainternational
#triptoargentina #ong #volontariatointernazionale #solidarietà #aguadelcielo

collage trip  To Argentina


Le prime settimane di attività dal nostro arrivo a Salta sono state dedicate alle riunioni nelle tavole di lavoro sui temi, acqua, salute e alimentazione e agli incontri istituzionali. Queste tavole sono formate da attori istituzionali e non, come ministeri, fondazioni e organizzazioni non governative, che si riuniscono per scambiare informazioni e programmare interventi per migliorare i servizi nei luoghi di maggiore disagio. Questi aspetti che vivono le organizzazioni come FUNIMA International, che realizzano progetti per migliorare le condizioni di vita delle persone, vengono poco raccontati. Analizzare i bisogni del luogo, studiare la fattibilità di un intervento, realizzare il progetto tecnico, le collaborazioni istituzionali, quelle con gli organismi cooperanti; e ancora, la raccolta fondi, la rendicontazione, la documentazione del lavoro svolto attraverso immagini fotografiche e video. Sono le fasi di lavoro che danno solidità al progetto, sono esse stesse il progetto, che concludono con la realizzazione di un pozzo, la costruzione di una struttura o la formazione lavorativa di un gruppo di persone.

Desidero quindi condividere con tutta la comunità di amici e sostenitori di FUNIMA International, alcuni momenti salienti, che mi coinvolgono in prima persona in questo viaggio, di grandissima utilità per garantire la sostenibilità in termini economici, ambientali e temporali dei progetti che stiamo sviluppando nella provincia di Salta.

Gli appuntamenti che riassumo si inseriscono infatti nel contesto delle relazioni e dello scambio di informazioni, lavoro indispensabile per poter intervenire in maniera efficace su un territorio molto complesso come la foresta del Chaco argentino: focus principale di questo viaggio. Qui, non vi è solo la mancanza di infrastrutture e servizi di base, ma anche emergenze ambientali causate dal contesto geografico in cui ci troviamo. Le esondazioni nel periodo estivo del fiume Pilcomayo, il caldo intenso e la siccità, che si alternano ai periodi umidi che portano maggiore diffusione di malattie, sono alcune di queste. Qui vivono centinaia di comunità originarie molto isolate da tutto il contesto di globalizzazione, dove, in un mix stridente, tra natura selvaggia e "tecnologia", cellulari e cocacola non mancano.
La prima riunione si è tenuta nel municipio di Santa Victoria Este, località di tripla frontiera al confine con Bolivia e Paraguay. Qui FUNIMA International sta proponendo attività e progetti a favore delle comunità originarie Wichi e Chorote.

01 Mesa Agua Provincial 1000

Si tratta della “Mesa de Agua, Salud y Alimentación", a cui ogni mese partecipiamo per programmare gli obiettivi a breve e lungo termine per migliorare le condizioni di vita delle comunità locali. Il lavoro di scambio di informazioni ed esperienze, è fondamentale per comprendere le dinamiche di un territorio, condiviso da comunità originarie distinte: Wichi, Chorote, Chulupi, Chiriguanos, Tapiete, Toba, Pilagra, Mocovi, e poi i criollos*, i nuovi nazionali, migranti boliviani e paraguaiani.
Le comunità originarie vivono una componente culturale molto radicata e complessa, che da un lato vuole cercare di mantenere le proprie origini autoctone in usi e costumi, dall'altra vive una forte contaminazione del mondo globalizzato, che sta creando il caos nello stile di vita di queste popolazioni, che lentamente stanno perdendo le loro vere origini.
E' nostra intenzione pubblicare a breve un articolo sullo stile di vita, usi e costumi di queste comunità per entrare più nel profondo della questione.

03 Mesa Agua SVE 1000

La "Mesa de Agua, Salud y Alimentacion" di Santa Victoria Este ci affida, a distanza di una settimana, l'onere e l'onore di essere suoi portavoci nella seconda riunione "Mesa de Agua Provincial" tenutasi a Salta capitale nella sede del "Ministerio de Asuntos Indigenas".
FUNIMA International ha esposto le problematiche del territorio e le proposte per migliorare, in parte, l'accesso all'acqua potabile e la lotta alla malnutrizione. Chiediamo la partecipazione non solo delle istituzioni e di tutti gli organi predisposti per la fornitura dei servizi per la salute, ma anche la collaborazione di Fondazioni e Ong. Soprattutto rafforzare il potere e l'influenza, anche politica, della "mesa" per migliorare la coordinazione di tutti gli interventi, istituzionali e non, con fondi governativi o privati, nazionali e internazionali.
A breve la tavola di Salta, produrrà un documento con alcuni punti e proposte da presentare agli attuali candidati politici prima della elezioni.

Infine grazie alla collaborazione tra FUNIMA International e il Club Rotary Tartagal Chaguar, la ministra Edith Cruz del "Ministerio de Asuntos Indígenas y Desarrollo Social de Salta" ci ha ricevuti in un incontro privato per accogliere la nostra partecipazione come organizzazione operante nella località di Santa Victoria Este. E consentire la realizzazione del progetto, da noi promosso, di costruzione di una struttura di raccolta di acqua piovana nella comunità di origine Wichi, El Pelìcano. Attualmente questa comunità si sta rifornendo in una laguna, contaminata e inadatta al consumo umano, creata dall'esondazione del fiume Pilcomayo del gennaio 2018.

06 Ministra Edith Cruz 1000

Questo progetto ha avuto un'evoluzione interessante. Dopo aver accertato la presenza di sale nelle falde acquifere di gran parte del territorio, attraverso un'indagine approfondita, realizzata con interviste dirette alle comunità e a moltissimi attori coinvolti nella realizzazione di pozzi in tutto il territorio; FUNIMA International ha escluso la soluzione della perforazione, proponendo la costruzione di una grande struttura di 300 mq di raccolta di acqua piovana. Questa indagine appunto, è stata effettuata prima di tutti con le comunità locali, le quali utilizzano l'acqua dei pozzi per bere, in seguito con l'intendente del municipio di Santa Victoria Este, con le organizzazioni partecipanti alla "Mesa de Agua, Salud y Alimentacion" con il "Ministerio de Primer Infancia", con il "Ministerio de Salud y Desarrollo Social" e alcune delle maggiori imprese costruttrici come "Agua del Norte" e "Salta Perforacion"; con la ministra Edit Cruz, che ha realizzato diverse opere idriche e che ha confermato questa problematica come una delle più grandi del territorio. Risulta quindi che molte opere sono inutilizzate per la presenza di sale nelle acque che la rendono inadatta al consumo umano. Non esiste tecnologia oggi, che possa eliminare, nelle quantità necessarie, questo minerale.

I progetti che proponiamo vengono sempre affiancati da professionisti e le imprese costruttrici vengono selezionate accuratamente. E' per noi di fondamentale importanza la partecipazione di altre organizzazioni locali e il coinvolgimento di quelle internazionali ai progetti, per gestire tutte le collaborazioni coordinando un grande team di lavoro in cui suddividere responsabilità e l'impegno delle risorse.

05 El Pelicano 1000

05 Cosecha Agua 1000

Attualmente il progetto di costruzione di raccolta di acqua piovana per El Pelicano di Santa Victoria Este, coordinato da FUNIMA International, vede la partecipazione di varie organizzazioni private e referenti istituzionali, soprattutto della comunità, a partire dal suo capo, il Cacique Falix Alonso. Ringraziamo principalmente la Fondazione Italiana "Vik Utopia", la "Fundación Los Niños de San Juan", che ci ha presentato per la prima volta questa realtà e con la quale stiamo sviluppando altri progetti nelle Ande della "puna saltena". L'intendente Moises Balderrama del municipio di Santa Victoria Este, la "Mesa de Agua, Salud y Alimentacion" di S.V.E., Susana Avila del "Ministerio de Primer Infancia", Oracio Ruiz e Carlos Fallo del "Ministerio de Salud y Desarrollo Social de Salta", il Ministro Edith Azucena Cruz del "Ministerio de Asuntos Indígenas y Desarrollo Social de Salta".
L'E-Club Rotary Oeste Jose Luis De Laurente di Buenos Aires nella persona di Marian Fenoy, il Club Rotary Cordoba di Cristina Bogus, il Club Rotary Tartagal Chaguar di Ana Sandoval, Rotary eClub Romagna - Distretto 2072 del presidente Tiziana Casadio promotrice della partecipazione dei Club e della Fondazione Mondiale Rotary International.
Inoltre alcuni professionisti tra cui l'Ing. Victor Laconi, l'Ing. Victoria Laconi e l'Avv. Eugenia Hernandez Berni.

03 El Pelicano 1000

06 El Pelicano 1000

E' nostra intenzione proseguire nel ruolo di coordinazione e coinvolgimento di nuovi attori per i prossimi interventi nella località di Santa Victoria Este come nel resto della provincia di Salta, dalle Ande della "puna salteña" alla foresta del Chaco.
La struttura di 300 mq di raccolta di acqua piovana prevede la chiusura del tetto di captazione con delle pareti per poter realizzare al proprio interno degli spazi per garantire servizi a beneficio di tutta la comunità.

04 El Pelicano 1000

*gruppi etnici che hanno avuto origine durante l'era coloniale dalla mescolanza razziale tra europei e popoli nativi.

Giovanni Bongiovanni
Presidente
FUNIMA International

FUNIMA International Onlus
We are all Vittorio Arrigoni
Fundacion Los Niños de San Juan

Sonia Tabita Bongiovanni


In Chile come in altre pseudodemocrazie latino americane, si sta pericolosamente riaffacciando lo spettro della dittatura. Uno scenario politico e sociale orrorifico che si pensava abbandonato per sempre nei fumosi ricordi delle tristi e sanguinose vicende degli anni ‘70, quando un popolo forte ed orgoglioso come quello cileno venne schiacciato dalla violenza del colpo di stato americano ai danni di Salvador Alliende. Ora come allora l'America ci riprova. In Chile come in Venezuela, Argentina ed altre grandissime nazioni sudamericane.
Il movimento culturale giovanile Our Voice, che FUNIMA International sostiene e appoggia, cerca di dare voce ai milioni di cittadini vessati e vilipesi dall'arroganza di pochi, scellerati uomini di potere. E lo fa attraverso ogni tipo di mezzo comunicativo, artistico e sociale, denunciando le ingiustizie che attualmente affliggono il mondo (quali mafia, corruzione, spaccio di droghe e armi, inquinamento, povertà e qualunque tipo di violenza) per diffondere la cultura della pace, della solidarietà e della giustizia. Condividiamo il nuovo appello di Sonia Bongiovanni, fondatrice del movimento.

Per info sul progetto:
OUR VOICE

volontari ottobre 2019


Ecco i nostri sei volontari nella località di Pacha inti con carriole, picconi e pale alla mano per contribuire all’avanzamento dei lavori del progetto di approvvigionamento idrico “Mama Cocha”.
Due giorni di intenso lavoro per ripulire l’alveo del corso d’acqua da ramaglie, massi e detriti per fare arrivare l’acqua il più pulita possibile alla cisterna.

MCEmanuelecollage


Condividiamo l’esperienza di Emanuele La Marca, volontario gruppo Funima Roma.

“Qui state facendo la Storia per queste persone, non ve ne rendete conto.” Ora…può sembrare un’uscita esagerata, solo che a parlare é Ramon, quel tipo di persona che dà l’ impressione di pensarci dieci volte prima di aprire bocca.
A Pacha Inti forse non ci sono i 48° e le folate incandescenti di Santa Victoria Este ma l’estate si avvicina e in cielo non si vede un brandello di nuvola per chilometri, quindi in una pausa dei lavori ci ripariamo all’ombra di un albero dai colpi implacabili del sole che già ha fatto i suoi danni. Io e Luca, uno biondo l’altro rosso, facciamo a gara a chi ha la pelle più pallida.
Il primo giorno dei lavori montiamo in macchina entusiasti come due ragazzini, la protezione 50+ infilata in valigia da mia moglie bellamente dimenticata da entrambi.
Ramon é attrezzato con una maglia a maniche lunghe e un cappello con la falda posteriore lunga a coprire il collo; già questo avrebbe dovuto metterci in allarme invece noncuranti ci presentiamo con maglia decathlon a maniche cortissime e cappello alla pescatora che lascia esposta la pelle del collo. Vi lascio trarre le ovvie conclusioni…é una settimana e più che sono a Roma e ancora sto cambiando pelle come un rettile.
Il lavoro a cui si riferisce Ramon é solo un tassello all’interno del grande progetto “Mama Cocha” che mira a veicolare acqua potabile direttamente alle abitazioni delle famiglie appartenenti alla comunità Coya Pacha Inti, ma ha il privilegio di rappresentare uno snodo, uno spartiacque(bel gioco di parole) non indifferente.
Lì dove c’era una piccola palude di acqua stagnante, a seguito del nostro impegno inizia a sgorgare acqua limpida.
Ora per avere questo risultato qui da noi basta sollevare un rubinetto, ma per trovare le parole giuste per descrivere l’emozione collettiva che ci ha preso in quel momento non mi basterebbe una settimana davanti al pc e la collezione Treccani.
Al nostro arrivo presso il sito le fosse di cemento sono già belle che pronte, cé il primo tank e i pannelli che alimentano una pompa.
Questa spingerà l’acqua lungo un percorso di 10 km fino al secondo tank posto a un altitudine maggiore in modo da sfruttare la forza di gravità per l’ultima parte di distribuzione verso le abitazioni.
Il punto da cui fuoriesce l’acqua dalla terra è però pieno di fango, radici, e la conformazione del terreno costringe l’acqua a stagnare. Quindi prima pulire, cambiare il percorso dell’acqua e depositare ghiaia che provveda alla prima fase di filtrazione, rimuovendo le impurità più grossolane.
Come professa Luca: “ Costringi l’acqua a non stagnare, falla diventare corrente e stai un bel passo avanti per renderla pulita e bevibile.”
I primi volenterosi di noi tolgono scarpe, calzini, fanno il risvolto ai pantaloni e si immergono armati di pale o picconi.
Io adocchio sospettoso il cumulo di ghiaia posto vicino all’ingresso del sito, e il percorso molto accidentato tra lì e la zona dove si inizia a spalare. A Luca faccio: “ Non é che si dovrà avvicinare la ghiaia alla pozza?” Lui esita: “Mah…non credo subito.”
Tempo due minuti e Ramon: “Emanuele per favore vai a prendere la carriola” Il sospetto diventa quasi certezza, considerando poi che nelle mie esperienze di cantieri in gioventù ero quasi sempre addetto alla betoniera e al trasporto di carriole colme di calce lungo percorsi in salita o irti di ostacoli non ho dubbi su chi trasporterà quella ghiaia.
A parte gli scherzi, tutti quanti non vedevamo l’ora di poterci immergere in un bel lavoro manuale, e siamo stati ricompensati con l’impagabile dono di vedere subito il risultato concreto dei nostri sforzi nello scorrere divino di quell’acqua cristallina nel bel mezzo di rocce e cactus.
Questa comunità non ha mai avuto acqua potabile, e anche se Ramon intendeva sicuramente premiarci oltre i nostri meriti il concetto rimane: nella Storia di queste famiglie la realizzazione di questo progetto rappresenta un punto di svolta, una cosa mai vista. Ci sarà un prima e un dopo, completamente diversi.
Mi piacerebbe poter scrivere che è tutto completo, e che in ogni casa arriva l’acqua, ma non è così.
Manca la realizzazione dello scavo del condotto dalla sorgente al tank posto in alto, e da lì la ramificazione finale.
E’ un percorso lungo, di dura terra e roccia; servirà un escavatore e una manovalanza numerosa, e fondi adeguati a procurarli.
Insomma, a buon intenditor poche parole.
Se volete contribuire a cambiare la storia di questa comunità, su questo sito troverete il modo."

MCEmanuelecollage1




Associazione Partner in loco: Fundacion Los Niños de San Juan

Per maggiori informazioni: Progetto Mama Cocha

gli scritti del presidente

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