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News da Funima

Mentre scrivo penso e mi chiedo chi siano realmente gli angeli che piangono. I volontari italiani dell'associazione senz'altro lo sono, ho conosciuto persone splendide in questo gruppo, con una grande umanità: i loro erano pianti di commozione per dover lasciare i propri compagni e i propri assistiti; ed anche queste popolazioni, martoriate dalla nostra società iniqua, predatrice e capitalista. I loro erano invece pianti di sofferenza.

E poi ci sono i bambini, gli angeli per eccellenza.
Ricordo una donna che stimo molto con cui porto avanti, per conto di FUNIMA International in Paraguay, nel centro Hijos del Sol, un progetto di recupero per bambini di strada. Lei è Hilda, un giorno, durante un suo viaggio in Italia mi disse:
“Ma dove sono finiti tutti i bambini qui? Ce ne sono pochissimi, e sembrano essere tutti tristi...”.
“La cosa che più mi manca del Paraguay sono i bambini, ce ne sono dappertutto!”
Ed è proprio cosi! In Paraguay, come qui in Guatemala ce ne sono moltissimi, con dei sorrisi luminosissimi. Che spesso non ti aspetteresti mai di vedere, perché secondo la nostra concezione di felicità, è felice chi ha, chi possiede. Questi luoghi ti mettono a nudo e non scopri quanto sia vero finché non metti piede in queste terre. Dalle terre più sofferenti ricevi i sorrisi più luminosi e gioiosi che tu possa mai aver visto. E questi ti riempiono, ti ricaricano, ti faranno sentire la loro mancanza una volta che vai via... faranno piangere anche te.
Ti ricorderai dei sorrisi di quegli angeli, come dei loro pianti.

Il centro di accoglienza, educazione e salute si trova in località La Granadilla, ed è il primo grande progetto dell'associazione Sulla Strada. Qui i bambini possono studiare seguiti da educatori che sono nati e cresciuti come loro in questi luoghi, ad alcuni di loro l'organizzazione li ha aiutati a studiare per poter essere oggi degli insegnanti e degli educatori, per bambini che sono nati e cresciuti nei loro stessi poverissimi villaggi dell'interno del paese. Per volontà dell'associazione, il programma scolastico è nutrito di momenti che mirano alla preservazione della cultura Maya.
Una delle fondatrici e responsabili del centro, Lorella, ci racconta...”E' bellissimo vedere il forte attaccamento alla terra che hanno, credono nell'energia della natura e la connessione che questa ha con l'uomo, dove le donne incinte devono camminare scalze, dove abbracciare un albero è un gesto comune, dove l'energia del colore è qualcosa che si può percepire e toccare...”
“Durante una cerimonia locale i bambini ad occhi chiusi riuscivano a capire il colore di un giocattolo solamente toccandolo con la mano, mentre questo era chiuso dentro un sacco”.
“Tutti noi possiamo avere queste capacità, e sicuramente ce le avevamo anche noi, ma è qualcosa che abbiamo perso, mentre qui la maggior parte di loro ancora ce l'ha”.

Restiamo affascinati nell'ascoltare queste parole e il modo in cui Lorella ci racconta queste storie.
Davvero i colori del Guatemala sono qualcosa che ti restano nell'anima, ti chiedi perché tutto il mondo non sia così colorato, abbiamo bisogno di più colore nella maniera più assoluta, gli occhi si accendono nel vedere ogni cosa dipinta di colori sgargianti, a partire dai loro coloratissimi vestiti, alle case, macchine, strade, pali della luce, panchine, ogni cosa è colorata di rosso, giallo, verde, arancione, azzurro, viola... un'esplosione! Torna la felicità se sei triste e se sei felice vai al settimo cielo!

Dove ci sono gli angeli.

Il cielo qui è azzurro vivo, come il resto dei colori della natura, il verde delle piante, i mille colori della frutta dai gusti esaltanti, mango, papaya, maracuya, ananas, cocco, avocado sono solo alcuni... c'è il il caffè, il prodotto più esportato di tutta la nazione, che ho bevuto a litri, e ci sono le piccole banane.

Disegnato nel muro esterno di una classe della scuola di fianco ad un arcobaleno, leggo: “No alla droga, si alla Famiglia! No alla droga, si alla Vita!”
Sono in visita al centro insieme ad un gruppo di medici che si è sganciato per poco tempo dall'ospedale a Llano de la Virgen per venire a vedere le attività che il centro sviluppa in questo posto meraviglioso, nel quale, da qui in alto puoi ammirare un magnifico paesaggio.
Bellissimo leggere una scritta così piena di significato in una scuola elementare. La foto l'ho pubblicata anche nella mia pagina Facebook. L'ora di educazione fisica i bambini possono svolgerla in un grande campo da basket o da calcio. Il maestro Bruno, insieme a sua moglie, è uno degli insegnanti. Sta insegnando loro come muoversi, palleggiare e fare canestro. Mentre li filmo con il mio telefono penso di aver individuato alcuni talenti che si muovevano molto bene, e scatto alcune fotografie insieme ai bambini che sono al margine del campo e aspettano il loro turno per entrare. La storia di Bruno è ammirevole perché la sua vita se l'è dovuta guadagnare, e senza vergogna ci racconta, tra le difficoltà affrontate, quella a partire dalla sua famiglia quando era ragazzo. Oggi qui è un punto di riferimento con l'associazione Sulla Strada, per tutti i bambini e le famiglie che affidano i loro figli a lui, la moglie e gli altri educatori.

Mentre Carlo, il fondatore italiano dell'associazione, quando ce lo presenta noto subito l'affetto che nutre per lui come per un figlio. Bellissimo vederli insieme mentre ci accolgono.
Come anche l'affetto di Carlo per i bambini è qualcosa che non puoi non notare, ed il loro verso di lui... ad ogni suo arrivo gli saltano tutti intorno in un grande abbraccio collettivo! Ha dato vita da moltissimi anni per loro e per tutte le famiglie di questa zona, costruendo, solo Dio lo sa con quanto lavoro, un futuro per tutti, coinvolgendo centinaia di persone in questo grande progetto che ridona dignità alle persone. E' un ex prete, oggi sposato con Lorella in una cerimonia bellissima che ci hanno raccontato, in un luogo da loro creato con grandi pietre che si guardano in cerchio dove puoi percepire l'energia spirituale e respirarla. La sua spiritualità, quando ne parla lo fa con discrezione, mi ha incuriosito e credo di aver percepito qualcosa che ci accomuna. Credente in Cristo con un forte legame con la natura, la madre terra, il sole. Non ho avuto modo di approfondire con lui ma avremo occasione. L'ho definita parlando con alcuni amici al mio ritorno, sono parole mie, la spiritualità di un “Cristo Maya”, che puoi incontrare sulla strada e non in una chiesa, non su di un grattacielo, né in piazza, ma su un cammino, nel quale siamo, noi tutti, e magari, se ti guardi intorno, potresti trovarlo accanto a te che cammina vestito con abiti comuni. Basterebbe solo alzare lo sguardo e potresti incontrarlo mentre si ferma a dare da mangiare ad un bambino, mentre aiuta una signora anziana ad alzarsi, mentre allaccia le scarpe ad un uomo. Ma solo e sempre sulla strada, in cammino, itinerante. Queste sono le immagini che mi vengono in mente mentre scrivo, ascoltando la percezione che ho avuto della spiritualità trasmessa da Carlo, con l'esempio dei suoi collaboratori e dell'associazione da lui creata. SULLA STRADA appunto.

giovanni guate

La festa della DONNA dovrebbe essere tutti i giorni! Non è retorica ma pura verità. Oggi sono le donne che stanno salvando il mondo. Lo tengono in piedi letteralmente, dopo che gli uomini lo hanno abbandonato. Hanno abbandonato la VITA!

Quando lasciano moglie e figli al proprio destino.

Oggi nella stragrande maggioranza del nostro pianeta è una costante vedere donne sole che accudiscono i propri figli. Nei luoghi più poveri lo è ancora di più. E dei mariti? Non si vede mai traccia! Sole, emarginate, discriminate, violentate, usate. Sono e saranno sempre loro a prendersi cura delle nuove generazioni. Di noi uomini sin dalla nascita.



Le differenze di genere sono ancora molto evidenti in tutto il mondo, la povertà delle donne è maggiore a quella degli uomini, il tasso di disoccupazione, le leggi anche quando sono in situazioni di maternità. E potrei continuare per molto, ma non voglio elencare null'altro oggi.



Solo ringraziarle per l'immenso lavoro di salvaguardia della VITA, perché se anche loro l'avessero abbandonata oggi non ci sarebbe più nessuno ad abitare il nostro pianeta.
Sono loro che ci crescono, sono loro le maggiori lavoratrici nel sud del mondo, loro che lottano in politica, loro che si organizzano in cooperative, loro che pensano alla sopravvivenza del proprio nucleo familiare, molto più degli uomini oggi, sempre più egoisti e irresponsabili.



AUGURI E GRAZIE DI ESISTERE, IN QUESTO E IN TUTTI GLI ALTRI GIORNI DELLA NOSTRA VITA.

Le due fotografie ritraggono un gruppo di donne che abbiamo incontrato nelle Ande in Argentina.
Una di loro mentre allatta il proprio piccolo. Vivono insieme ai loro figli in uno stato di emergenza, a cui abbiamo consegnato vestiti, cibo e acqua.
Grazie al nostro partner locale, la Fundacion Los Ninos de San Juan.


Moltissimi sono i bisogni che manifestano le famiglie che frequentano il centro.
Non avendo possibilità economica di acquistare medicinali, disinfettanti e antisettici cutanei, garze sterili e cerotti, si rivolgono al centro “Hijos del Sol”.
I disturbi più frequenti sono mal di denti, mal di testa, problemi respiratori ed intestinali dovuti alla malnutirzione, a parassiti e all’abbigliamento non sempre appropriato per le condizioni climatiche esterne. Infezioni dovute a tagli ed escoriazioni, e altre ferite provocate dal lavoro in strada non medicate.

Da alcuni anni è possibile offrire, grazie alla importantissima collaborazione di Chiesa Valdese e FUNIMA International, a tutte le famiglie bisognose, non solo accoglienza ed assitenza immediata, ma anche consegnare kit di medicinali e i sopracitati materiali gratuitamente

2018 11 05 collage medicazioni nov18

2018 11 05 collage consegna medicine nov

 

 

Relazione di Omar Cristaldo – Responsabile Centro Hijos del Sol
Visite in periferia

 

Visita alla Famiglia Carballo
20 km da Asuncion

La famiglia Carballo vive nella città di Ypane. La signora Andreas Carballo ci accoglie caldamente nella sua casa ancora in costruzione. Giornalmente si occupa di fare dolci a base di miele di canna da zucchero e burro di arachidi, e si reca giornalmente presso il viale di Eusebio Ayala per vendere i suoi dolcetti e collaborare con l’entrate del marito che fa il muratore, per aiutarlo a terminare la costruzione della loro casa. (Vedi foto sottostante)
Abbiamo trascorso un’ora con loro offrendo ai bambini panini con prosciutto, succo di frutta e kit di medicinali alle loro mamme.

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Famiglia Asoya
15 km da Asuncion

Nella città di Thompson, vive la famgilia Asoya, ad accoglierci in una mattinata soleggiata, Celeste e Dulmira con i loro figli.
Celeste e Dulmira frequentavano regolarmente il nostro centro, ma in seguito alla morte della nonna che aveva il ruolo di capo famiglia, in casa gli equilibri son diventati difficili in quanto hanno sentito forte la perdita di un grande punto di riferimento, forza e sostegno. Sono meno uniti e ogni componente della famiglia si mantiene come può.
Dulmira ha una disabilità intellettiva che la porta a comportarsi e relazionarsi come una bambina. E’ madre di due bambini. Uno dei quali purtroppo si è ammalato gravemente perdendo la vita, l’altro ha circa 2 anni.
Cerchiamo di dare loro forza e sostegno, e dopo una buona merenda ci fermiamo quanto più tempo possibile per parlare e ascoltare.

2018 11 05 collage Asoya Thompson nov18

 

Famiglia Mereles
Asuncion

Ci rechiamo nella Via Ferrea, qui vivono molte famiglie raggruppate in case di cartone e legno riciclato.
Entrando nella Via Ferrea, siamo entrati in una viuzza formata dalle casine precarie costruite su ambo i lati. Ci accoglie Blanca Mereles e i suoi figli che ci fanno accomodare.
La signora Blanca ha 8 figli di cui 6 sono genitori. Margarita è in dolce attesa ed è madre di un bambino di 9 anni; Zunilda madre di 7 bambini, 4 maschi e 3 femmine; Maria madre di cinque figli; Lis madre di 2 figli maschi; Mabel madre di altri 5 figli; Carlos che ha 2 bambini; e infine Ruben e Rosalindo gemelli adolescenti. Ruben purtroppo a periodi alternanti, nonostante il grande impegno che abbiamo messo nei suoi confronti per aiutarlo, ha ancora problemi con la droga.
Rosalindo al momento della nostra visita era a letto, fasciato per essere stato pugnalato ad una gamba durante un litigio tra coetanei.

2018 11 05 collage mereles nov18

2018 11 05 fratelli mereles

 

Ringraziamo profondamente tutte le persone di buon cuore, FUNIMA International Onlus e Chiesa Valdese per ogni traguardo raggiunto insieme in questi anni di operatività.
L’unione fa la forza, e in questo momento di grande necessità, dove diversi eventi spiacevoli stanno coincidendo quali divieti di lavorare in strada e gli spostamenti forzati a causa di alluvioni e acquisti fraudolenti di terre appartenenti agli indigeni e i campesinos da parte degli imprenditori di soia, siamo come un piccolo grande faro nel buio, che porta amore, sollievo e forza per andare avanti.



In ogni viaggio mi accompagna sempre una canzone, e la ascolto, in continuazione, fino ad impararne ogni parola. Cuando los angeles lloran – Quando gli angeli piangono – è la canzone della band latinoamericana Maná. Questa canzone l'hanno scritta in ricordo di Chico Mendes, difendeva i diritti dei lavoratori e divenne un simbolo internazionale contro il disboscamento della foresta amazzonica in Brasile, venne ucciso dai latifondisti nel 1988. Diceva “La foresta ci unisce, ci rende fratelli... ”.
Non sono in Brasile, ma in Guatemala, in una delle zone più verdi mai viste in vita mia dove piante da frutto e da caffè sbucano ad ogni angolo.

Insieme a 60 medici italiani, chirurghi, ortopedici, infermieri sono ospite dell'associazione italiana Sulla Strada che ha realizzato il suo progetto principale a 50 km dalla capitale, creando un centro di accoglienza con una scuola elementare, mensa, attività ricreative per ben 220 bambini. Inoltre è garantita l’assistenza sanitaria per tutte le famiglie più povere di questa località La Granadilla, una zona poverissima dove molti villaggi “case” hanno pareti e tetti di lamiera.

Gli angeli di cui parla la canzone io li ho visti in questi medici, con cui ho vissuto pochi ma intensi giorni nell'ospedale a Llano de la Virgen. Vestiti di azzurro, bianchi di carnagione si distinguevano rispetto alle caratteristiche degli abitanti locali di origini indios, Maya. Per un attimo mi viene in mente l'immagine dell'invasione spagnola in queste terre, secoli fa. I racconti descrivono l'impressione che i Maya ebbero al loro arrivo, alti, rispetto alla loro statura minuta, bianchi, con le armature e la tecnologia bellica, in grandi mezzi, navi, ancora sconosciute.
Allora vennero per uccidere e sterminare, qui invece, oggi, europei, noi italiani, siamo venuti per costruire, riparare ferite e cicatrici, rimarginare, portare amore. Non siamo mercenari, non veniamo pagati dalla Regina, né dal nostro governo. Siamo tutti volontari con l'associazione Sulla Strada a capo della missione. Con i nostri mezzi, la nostra conoscenza, la nostra attrezzatura. Ma siamo delle stesse fattezze che avevano allora gli spagnoli, ma i nostri sono vestiti di azzurro. Bellissime ragazze e ragazzi, uomini e donne con una luce e dei sorrisi magnifici, che nonostante la stanchezza riuscivano a reggere fino a sera dove dietro una chitarra e voci ancora intonate cantavamo i grandi classici della musica italiana, la lingua dell'amore come mi hanno detto molti dei locali, che volevano ripetessi le parole che noi italiani pronunciamo alle ragazze: bella, principessa. Mi ascoltavano affascinati.

Giorni vissuti in camerate condividendo gli spazi comuni dal bagno alla mensa. Sveglia presto e poi ognuno al suo lavoro. Io mi occupavo di documentare la giornata lavorativa per poter trasmettere alla rete di sostenitori di FUNIMA International la collaborazione che stiamo attivando con Sulla Strada Onlus. Video e foto fatte con il cellulare. Mettono un po' da parte la qualità, ma ho bisogno di immagini da veicolare velocemente nei social per chi mi segue. Mi trovo da solo e non ho nessuno che può filmarmi quindi mi muovo con il bastone da selfie, mentre commento e descrivo ciò che vedo intorno a me.

Centinaia di persone arrivano da ogni dove, e si mettono in fila, ore di cammino per arrivare in questo ospedale, gestito dai locali, dove l'associazione Sulla Strada porta, ormai da molti anni, centinaia di medici ogni anno, offrendo assistenza medica interna, ginecologica, operazioni chirurgiche, infermeria e farmacia.
Ci sono medici con tanta esperienza alle spalle. In altre missioni, in questo come in altri luoghi borderline devi dimenticarti ciò che vivi nel tuo lavoro in Italia e capire che sei in Guatemala, il secondo paese più povero del latinoamerica con strutture sanitarie quasi totalmente assenti e parametri molto diversi. Ciononostante tutto è assolutamente ben gestito e questa professionalità qui è garantita solamente nelle cliniche private a cui solamente i super ricchi hanno accesso.

Ci sono giovani e giovanissimi, per loro sicuramente è un'esperienza che tende le corde delle emozioni al limite. Quando devi comunicare ad una donna in condizioni difficili l'arrivo di un altro figlio, quando devi spiegare la gravità di un tumore a chi non sa cosa sia, quando scopri violenze sessuali ai danni di un minore, quando ricevi abbracci che chiedono consolazione da chi è appena stato operato all'addome e saprai che la mattina seguente dovrai mandarlo via per fare spazio ad un altro; quando operi per l'ennesima volta il volto di un bambino totalmente sfigurato senza palpebre, bocca, naso, orecchie perché lavora per conto delle fabbriche che assemblano i fuochi d'artificio, maggiore fonte di reddito per le famiglie dei villaggi della zona, bambini compresi, e spesso accade che questi scoppino e uccidino o sfigurino totalmente volti e lacerino arti...
Quando vivi tutto ciò torni a casa cambiato. Vivi lacrime, sangue e tanta sofferenza! Ma anche conforto.

Dopo tutto questo, ascolto le confidenze di una volontaria che mi dice: “la cosa che più mi mancherà sarà l'affetto che mi davano i pazienti, l'amore che da loro abbiamo ricevuto da cui non vorrei staccarmi”.

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Cari amici sono tornato in Italia. Vi ringrazio moltissimo per la vicinanza che mi avete espresso nei giorni in Guatemala.
A breve publicherò la prima parte del racconto di questo viaggio con SULLA STRADA ONLUS, la collaborazione che sta nascendo e il sostegno a favore della popolazione locale che questa associazione porta avanti già da molti anni e che vede da ora anche il supporto di FUNIMA International Onlus.
Grazie per il vostro impegno e per credere in ciò che stiamo facendo, sempre!
NO ALLA DROGA, SI ALLA FAMIGLIA!
NO ALLA DROGA, SI ALLA VITA!
Questa scritta l’hanno disegnata sul muro della scuola al centro di accoglienza, educazione e salute per 220 bambini a La Granadilla.

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