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Per comprendere ancora meglio le realtà nella quale FUNIMA International realizza i propri interventi di solidarietà e lo spirito che anima le nostre azioni, raccogliamo in questa pagina alcuni degli scritti del presidente Giovanni Bongiovanni. I viaggi di missione, i pensieri e le riflessioni.

vit arrigoniAprile 2019
Lettera a Vittorio Arrigoni. Attivista italiano ucciso a Gaza
Ciao Vittorio, approfitto per scriverti oggi, anche se ti penso spesso, visto che tutte le attenzioni sono su di te per ciò che è accaduto 8 anni fa.
Purtroppo agli italiani la memoria torna solo per pochi giorni l’anno, le commemorazioni o altri morti. Avrei voluto conoscerti in altre circostanze e confrontarci su cosa insieme avremmo potuto fare per cambiare il mondo, o meglio fare la nostra parte.
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andeselvagge01Aprile 2019
ARGENTINA (III parte). Nelle Ande selvagge
Dopo pochi minuti siamo già nelle Ande selvagge, il primo percorso è stretto, poi la strada inizia ad aprirsi e intorno a noi il nulla, ma il nulla più presente e maestoso che si possa percepire.
Montagne sovrastano gli altopiani in cui viaggiamo, su una strada di terra polverosa e pietre, a tratti più scorrevole, a tratti quasi impraticabile. La terra ha tutte le gradazioni del color sabbia, a tratti giallo, a tratti marrone e rosso. Osserviamo la meraviglia di una giornata splendente e un sole accecante.
Poi arrivano loro.. nel volto di ogni bambino rivedo quello di mia figlia. Mentre assisto ognuno di loro, porto loro le scarpette e spolvero i loro piedi prima di indossare le scarpe, penso ad Amira. Come fossero i suoi piedi, come fosse il suo volto quello che si gira di scatto con gli occhi chiusi dopo che il vento con violenza ci accieca gettando terra e polvere nei nostri occhi. Sbattono le sopracciglia coprendosi come possono e poi li riaprono. Come fosse la sua testolina quella che accarezzo, come fosse il suo corpo che arriva tremante dal freddo, la sua pelle quella rovinata.
Le Ande selvagge ti restano sulla pelle come un tatuaggio per tutta la vita. Fanno male, ma volevi farlo a tutti i costi, perché ne sentivi il bisogno...
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uomogenerazioneAprile 2019
L'uomo della nostra generazione
L'uomo della nostra generazione è insoddisfatto e afflitto dalla malattia del nuovo millennio, la depressione.
Scienza e tecnologia non sono riusciti a guarirci, ma ci stanno facendo ammalare ancora di più.
Senza soddisfare i veri bisogni dell'uomo, non il telefono nuovo, non la macchina nuova, ma il sentirsi amati.
Siamo pieni di molte cose ma non di amore, non di fratellanza, non di unione tra gli uomini, non siamo una civiltà che progredisce insieme e che si sente parte dello stesso pianeta vivendo in solidarietà l'un l'altro. Leggi tutto


esserepapaMarzo 2019
Essere Papà
Vedi il Mondo come non lo hai mai visto, non lo attraversi di corsa, come se stessi scappando, ti fermi ad osservarlo. Lo vedi veramente perché lo vedi anche attraverso i suoi occhi.
Nella meraviglia dei suo occhi, che fa rimanere d'incanto e emoziona, torni bambino anche tu.
Il cielo, il sole, gli uccelli, il mare, mamma e Papà. E gli altri bimbi, sono tutto!
Il parco, lo scivolo, e mangiare. Ecco! Dopo questo, tutto il resto è superfluo.
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guatemala06Marzo 2019
GUATEMALA (III parte). Restituire dignità a chi crea la vita
“Qui la donna soffre moltissimo la sottomissione da parte dell'uomo, non parlano e non si esprimono in loro presenza, causa violenze domestiche e umiliazioni”.
“Ci sono arrivate da sole dopo un percorso e vari tentativi intrapresi provando anche altre strade, e dopo alcuni tentativi è saltato fuori il lavoro per la quale erano portate.”
“Con l'ottima manualità che le contraddistingue abbiamo iniziato ad acquistare le prime macchine da cucire e i materiali per buttare giù le prime idee creative”.
“Hanno appreso molto rapidamente, non ce lo aspettavamo, dopo poco è arrivato il primo grande ordine per migliaia di pezzi, in tempo record, superando alcune difficoltà sono riuscite a consegnare... la soddisfazione alle stelle e il morale è servito per farci andare avanti. Oggi sono un bel gruppo ed il lavoro è in forte crescita”. Leggi tutto

8marzo giova2
8 Marzo 2019
Le Donne stanno salvando il Mondo
Oggi sono le donne che stanno salvando il mondo. Lo tengono in piedi letteralmente, dopo che gli uomini lo hanno abbandonato. Hanno abbandonato la VITA!
Quando lasciano moglie e figli al proprio destino.
Oggi nella stragrande maggioranza del nostro pianeta è una costante vedere donne sole che accudiscono i propri figli. Nei luoghi più poveri lo è ancora di più. E dei mariti? Non si vede mai traccia! Sole, emarginate, discriminate, violentate, usate. Sono e saranno sempre loro a prendersi cura delle nuove generazioni. Di noi uomini sin dalla nascita.
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cristo mayaFebbraio 2019
GUATEMALA (II parte). Sulla strada della spiritualità
L'ho definita parlando con alcuni amici al mio ritorno, sono parole mie, la spiritualità di un “Cristo Maya”, che puoi incontrare sulla strada e non in una chiesa, non su di un grattacielo, né in piazza, ma su un cammino, nel quale siamo, noi tutti, e magari, se ti guardi intorno, potresti trovarlo accanto a te che cammina vestito con abiti comuni. Basterebbe solo alzare lo sguardo e potresti incontrarlo mentre si ferma a dare da mangiare ad un bambino, mentre aiuta una signora anziana ad alzarsi, mentre allaccia le scarpe ad un uomo. Ma solo e sempre sulla strada, in cammino, itinerante. Queste sono le immagini che mi vengono in mente mentre scrivo, ascoltando la percezione che ho avuto della spiritualità trasmessa da Carlo, con l'esempio dei suoi collaboratori e dell'associazione da lui creata. SULLA STRADA appunto. Leggi tutto

racconto guate01Febbraio 2019
GUATEMALA (I parte). Quando gli angeli piangono
Gli angeli di cui parla la canzone io li ho visti in questi medici, con cui ho vissuto pochi ma intensi giorni nell'ospedale a Llano de la Virgen. Vestiti di azzurro, bianchi di carnagione si distinguevano rispetto alle caratteristiche degli abitanti locali di origini indios, Maya. Per un attimo mi viene in mente l'immagine dell'invasione spagnola in queste terre, secoli fa.
I racconti descrivono l'impressione che i Maya ebbero al loro arrivo, alti, rispetto alla loro statura minuta, bianchi, con le armature e la tecnologia bellica, in grandi mezzi, navi, ancora sconosciute.
Allora vennero per uccidere e sterminare, qui invece, oggi, europei, noi italiani, siamo venuti per costruire, riparare ferite e cicatrici, rimarginare, portare amore. Leggi tutto


triptoar02Febbraio 2018 - Diario Trip to Argentina
ARGENTINA (II parte). La Dea dell'Acqua è il cuore del progetto

“Quando mio figlio ha il necessario per me non è apposto così, sono egoista se non penso anche a chi non lo ha”.
“Per me e la mia famiglia ho giusto il necessario e a volte neanche quello, ma ugualmente condividiamo ciò che abbiamo dedicandoci continuamente al prossimo, i miei figli lo sanno perché sono cresciuti così. Poi però veniamo ricompensati due volte tanto. Sempre la vita mi ha aiutato in questo”.
“Sentire la sofferenza degli altri come nostra ci aiuta nella nostra evoluzione. Tutti dovremmo sentirci famiglia perché abitanti dello stesso pianeta. L'egoismo è il peggiore dei mali della nostra umanità! Insieme alla pigrizia, mai essere pigri e aspettare che gli altri facciano ciò che noi possiamo fare oggi. Quando vedo che posso fare qualcosa non aspetto gli altri che lo fanno pensando che dovrebbe essere compito loro. Vado e lo faccio io perché Dio mi sta dando l'opportunità di farlo nel momento in cui mi rendo conto che questa cosa deve essere fatta e che potrei farla io. Sarebbe un grandissimo peccato restare fermi ad aspettare”. Leggi tutto

triptoar01b ista01Febbraio 2018 - Diario Trip to Argentina
ARGENTINA (I parte). La visione dell'olocausto e la rinascita delle comunità native.
Buenos Aires. Dal finestrino del bus osserviamo l'esterno e non possiamo fare a meno di notare l’immenso divario tra il centro della capitale, fatto di altissimi palazzi a specchio, e ciò che vediamo oltrepassando la ferrovia che costeggia la zona ricca. Milioni di case diroccate accatastate l'un l'altra, sembra di essere in un film di fantascienza, proiettati in un futuro che mostra il nostro pianeta dopo l'olocausto.
I ricchi dividono la città spaccandola in due e innalzando mura tra chi è contagiato e chi ancora non ha contratto il virus. Man mano che ci allontaniamo l'immagine di questa situazione si normalizza, e tutto quanto riprende una dimensione quasi accettabile... Leggi tutto



auguri natale18Natale 2018
In te. La speranza
Carissimi amici, siamo giunti alla fine di un altro anno e presto festeggeremo il Santo Natale e l'inizio del “nuovo”, inteso, non solamente come anno, ma come rinnovamento di noi stessi.
Vivo sempre questo periodo con grande intimità, quando siamo seduti in famiglia attorno al tavolo, o quando ci alziamo in piedi tenendoci per mano prima della preghiera, guardo negli occhi ciascuno di loro.
Spesso li trovo con il capo chinato come in un momento di raccolta o con gli occhi rivolti verso l’alto come a chiedere ascolto. Non riesco a fare la stessa cosa, ed in quei momenti mi ritrovo a cercare di scrutare nei loro sguardi
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gli scritti del presidente

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