Funima Day 2010
Diritti umani e giustizia sociale antesignani della solidarietà
a cura di Barbara Drago
Brugnera, 5 dicembre - L'Hotel Ca' Brugnera ha ospitato il convegno
"Meno solidarietà e più diritti" che rientra nel ciclo di incontri
culturali promossi dall'associazione FUNIMA International Onlus in
collaborazione con l'ass. Cuturale Il Sicomoro.

La malattia ha
impedito la presenza di
Don Luigi Ciotti ma le acute riflessioni dei
relatori non hanno lasciato indifferenti le oltre 400 persone che hanno
riempito la sala congressi. Un inedito dibattito di estrema attualità,
quello della quinta edizione del FUNIMA DAY, in cui la cittadinanza
attiva è stata condotta alla riflessione sulla responsabilità sociale,
sul ruolo del singolo e delle istituzioni per trovare una strada
condivisa, che permetta di riemergere dalla deriva etica e culturale dei
nostri tempi.
Il caldo benvenuto dell'assessore alle Attività
produttive, Industria, Artigianato, Commercio, Associazioni ed
Istruzione,
Dino Carniello, ha annullato la sovente depersonificazione
delle istituzioni. L'assessore ha espresso un sentito senso di
appartenenza alle attività della Funima International che conosce da
tempo, e al mondo della solidarietà in genere, valorizzando l'importante
lavoro di tutti coloro che si battono per i diritti specialmente per
chi opera nel campo dell'Antimafia. «Questi rischiano la vita ogni
giorno e dobbiamo sostenerli. Il mondo può cambiare se ci uniamo perché
uniti creiamo opinione, creiamo azioni concrete e non dobbiamo mai
smettere di tracciare il nostro cammino. Qualcun altro lo seguirà». Ciò
che introduce Carniello è l'impegno ed il

coraggio, oggi necessario, a
prendere scelte di vita, scelte che tracciano strade per il futuro del
nostro mondo. Operare oggi per il domani, per le future generazioni
quindi. Questo anche l'appello di
Mara Testasecca, Presidente di FUNIMA
International ma prima di tutto donna e madre preoccupata degli eventi
troppo spesso drammatici della società attuale, dove i diritti vengono
calpestati, dove l'informazione viene occultata, dove «si è perso di
vista il ruolo fondamentale dell'educazione, della formazione a partire
dall'infanzia fino all'età adulta». Il cittadino non può esimersi
dall'essere acuto a leggere i fatti del mondo, dall'educarsi, quindi dal
formare la propria opinione, e dar vita alle proprie idee attraverso
azioni concrete in difesa dei diritti, a favore del prossimo.
Eccezionale esempio di questa vera e propria "lotta sul campo" dei
diritti umani è stato l'ospite argentino
Raúl Abel Bagatello,
missionario laico che da oltre dieci anni aiuta i bambini in difficoltà
nelle comunità andine e non solo, il suo operato grazie alla partnership
attiva con FUNIMA International1 si è esteso ad altri stati del Sud
America. «Non posso più accettare che ogni 3 secondi nel mondo muoia un
bambino». E questo avviene mentre noi siamo chiusi nelle nostre «isole
dorate», dirà
Guido Barbera, Presidente del Coordinamento Solidarietà e
Cooperazione - Cipsi. «Bisogna guardare in faccia la tragicità dei
nostri giorni. Siamo tutti disposti ad aiutare, a compiere atti di
solidarietà ma quando siamo chiamati a creare giorno per giorno una
giustizia sociale che ristabilisca il diritto è difficile». Da qui
l'appello accorato del dottor Barbera che invita a ripartire dalle
persone. Le persone sono al centro di tutto, gli interessi politici non
dovrebbero riguardare l'economia e la finanza ma le persone. Inoltre
Barbera, in quanto esperto in cooperazione internazionale, sottolinea
quanto la mera solidarietà crei sistemi insostenibili destinati ad
implodere. Bisogna sì aiutare, ma affermare prima di ogni altra cosa i
diritti; le associazioni

devono sì aiutare, ma costruire opinione
pubblica, fare presenza attraverso l'azione politica, attraverso validi
strumenti di informazione. Bisogna ripartire da qui per vincere
veramente la battaglia della tutela dei diritti umani. Ecco che il
problema della mancanza di azioni politiche valide, della mancanza di
cultura, di coscienza. Mancanza che lascia spazio al dilagare della
violenza, di poteri deviati come le mafie.
Giorgio Bongiovanni,
Direttore della rivista di informazione
AntimafiaDuemila, nonché
Fondatore della stessa Funima International, ha acceso il dibattito sul
tema delle mafie. Non si parla di mafia provinciale, ma dei rinomati
"colletti bianchi", di coloro che, seduti su comode poltrone, reggono i
giochi politici ed economici del nostro Paese. «Chi gestisce il mondo
oggi è l'economia. Domandiamoci se l'economia mondiale è prevalentemente
legale e se lo è il PIL in uno Stato come l'Italia, in cui la Mafia
possiede in lire 2 milioni di miliardi in beni liquidi ed immobiliari».
Si parla di cifre astronomiche che si avvicinano alla somma del nostro
debito pubblico. Il sistema mondiale è quindi retto da un'economia
criminale. «Toto Riina non è l'unico responsabile delle stragi».
Quest'affermazione implica inevitabilmente i giochi delle banche e degli
amministratori delegati. Bongiovanni incalza «ogni giorno muoiono 30
mila bambini nel mondo e i maggiori responsabili sono la Banca Mondiale e
il Fondo monetario internazionale che muovono somme illegali». Dove
sono i diritti? Dov'è l'equità in tutto questo? Un'altra conferma di
quanto la solidarietà non basti a se stessa, di quanto sia necessaria
un'inversione di tendenza globale nelle coscienze e nelle azioni.
Informare ed informarsi è vitale, la coscienza è inscindibile dalla
conoscenza ma specialmente in Italia «l'informazione è manipolata, ci
parlano di Missione di Pace mentre l'Italia è in guerra e spesso
piangiamo i soldati che ritornano senza vita» prosegue Bongiovanni.
L

'apice
dell'emozione di questo intenso FUNIMA DAY lo dobbiamo a Don Luigi
Ciotti. La sua assenza non ha impedito la percezione tangibile delle sue
parole lette da un amico fraterno di Don Luigi e dello stesso Giorgio
Bongiovanni:
Lorenzo Baldo, vicedirettore di AntimafiaDuemila.
Le
idee di grandi uomini come loro viaggiano sulle loro azioni, rimangono
indelebili ed incorrotte nel tempo, e restano riserbate nel cuore e
nella conoscenza di chi ha orecchie.
La mia speranza? Che in futuro
ci sia sempre meno solidarietà e sempre più giustizia. Perché la casa,
un salario, un' esistenza dignitosa saranno dati a tutti non come
richieste di assistenza, ma come diritti, quegli stessi sanciti dalla
Costituzione...Paolo VI diceva che non bisogna offrire come dono di
carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia. Il rischio? Che
l'attenzione agli altri finisca col diventare un alibi....La Chiesa, le
associazioni, il volontariato non possono essere dei delegati, lo Stato
deve fare la sua parte. Noi possiamo, dobbiamo essere da stimolo alle
istituzioni ma non sostituirci ad esse...denuncia e impegno, parole e
fatti, o come dico sempre, saldare il cielo con la terra.
...A volte
si tace per rispettare gli equilibri, ma la critica è un dovere. Come il
chiedersi se si è fatto abbastanza per i poveri. Tutto il resto è
azione, perché il cristiano non può accontentarsi di affermare i
principi generali, deve impegnarsi nella realtà sociale, entrare nella
storia...il nostro dovere è dare concretamente una mano...Fatti, non
parole...alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati
credenti, ma se siamo stati credibili.

Funima International
ringrazia tutti coloro che hanno dato vita insieme noi a questo evento e
tutti coloro che sempre partecipano alla nostra opera sociale con il
proprio contributo, con il proprio cuore, con idee, passione ed energia
di speranza. Grazie.
RASSEGNA STAMPA
Il Funima Day con Don Ciotti, in "Il Messaggero Veneto - Pordenone", p.8. (2 dicembre 2010)
Convegno
con don Ciotti su solidarietà e diritti, a cura di Michelangelo
Scarabellotto, in "Il Gazzettino - Pordenone" p.15. (4 dicembre 2010)
Funima
a Brugnera. Assente Don Ciotti, arringa Bongiovanni, a cura di Giacinto
Bevilacqua, in "Il Messaggero Veneto - Pordenone", p. 6. (6 dicembre
2010)
Incontro con le mafie ma senza don Ciotti, a cura di
Michelangelo Scarabellotto, in "Il Gazzettino - Pordenone" p.5. (6
dicembre 2010)