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CONTESTO SPECIFICO
Il popolamento dell'attuale territorio Uruguay è avvenuto ad un ritmo molto lento, il paese non aveva risorse minerarie tali da attrarre i conquistadores spagnoli e l'espansione demografica iniziò solo attorno alla metà del XIX secolo, sviluppandosi ulteriormente dopo l'installazione dei primi stabilimenti per la conservazione di carne che determinarono un forte flusso immigratorio dall'Europa.
Dopo la seconda metà del 1900 il presidente Jorge Pacheco Areco, filoamericano e di tendenze conservatrici, avviò una decisa politica antinflazionistica che fece esplodere la tensione sociale, alimentata dalle organizzazioni d'estrema sinistra, tra cui quella dei guerriglieri denominati tupamaros. Dal giugno 1968 fino al marzo 1969 fu introdotta la legge marziale e dall'agosto 1970, in seguito all'uccisione di un diplomatico americano, vennero sospese tutte le libertà civili.
Attualmente l'Uruguay è un forte sostenitore della democrazia costituzionale, del pluralismo politico e delle libertà individuali, pilastri che vennero negati dal regime e ai quali il paese è particolarmente attaccato dopo la normalizzazione nazionale. Tutto questo si riflette nella volontà di cercare mercati per le esportazioni e investimenti esteri.
Ma non mancano ombre che destano preoccupazione: la disoccupazione, benché anch'essa in netta diminuzione, è ancora pesante e si attesta al 10,8%. La povertà è in aumento: colpisce il 27% degli abitanti, nel 2007, mentre nel 1999 appena il 6%. La situazione economica uruguaiana è molto strana: da una parte la crescita economica è rapida e sia l'inflazione che la disoccupazione diminuiscono fortemente, eppure dall'altra una percentuale sempre più consistente di cittadini vive sotto la soglia di povertà.
Che nei quartieri, nei barrios, assume gli stessi toni, la stessa disperazione per centinaia di persone private della propria dignità e di bambini senza futuro.
In uno di questi quartieri appoggiamo le iniziative e l'accoglienza che viene garantita da Elena Barboza, Ignacio Rodríguez y Soledad Giraudo, volontari attivi dell'associazione culturale UN PUNTO EN EL INFINITO, presso il centro di accoglienza Un Rayo de Luz, ex merendero "Caritas Sucias".
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